Casa sempre meno accessibile: service housing, la risposta di Cassa Depositi e Prestiti alla crisi abitativa

52

L’accessibilità alla casa è ormai un’emergenza strutturale in molti Paesi. A livello europeo, circa il 9% della popolazione spende più del 40% del proprio reddito per l’acquisto o l’affitto dell’abitazione, secondo i dati aggiornati a fine 2023. Un dato che fotografa una crisi diffusa, alimentata da urbanizzazione crescente, stagnazione salariale e dalla progressiva trasformazione della casa in bene di investimento più che in diritto sociale.

Giovani penalizzati e divari generazionali

La situazione è particolarmente critica per i giovani. In Italia, circa il 12% degli under 34 è costretto a destinare oltre il 30% del proprio reddito alle spese abitative, una quota più che tripla rispetto a quella degli over 65, ferma al 3,2%. A pesare è anche la scarsità di alloggi a canone calmierato: l’offerta italiana si ferma al 2,4%, nettamente al di sotto della media europea dell’8%.

Affitti cari e mobilità del lavoro frenata

La carenza di immobili in affitto e i canoni elevati rispetto al reddito disponibile incidono direttamente sulla mobilità lavorativa, sempre più richiesta dal mercato del lavoro. Il risultato è un freno all’incontro tra domanda e offerta di lavoro e, di conseguenza, un impatto negativo sulla competitività dei territori.

Il ruolo del service housing

Questi temi sono al centro del nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di CDP, che analizza il ruolo strategico del service housing: soluzioni abitative offerte ai lavoratori a prezzi inferiori ai livelli di mercato, pensate per sostenere occupazione e sviluppo economico.

Le aree a maggiore fabbisogno abitativo

Per misurare il fenomeno, lo studio utilizza l’Indice di Fabbisogno di Alloggi per Lavoratori (Ifal), che individua i territori con una maggiore concentrazione di domanda abitativa legata al lavoro. Si tratta di 15 province, concentrate soprattutto nel Nord (9) e nel Centro Italia (6), che includono grandi città come Milano e Roma, ma anche realtà più piccole con mercati del lavoro dinamici come Bolzano, Bergamo e Brescia.
Da queste aree proviene oltre un terzo del PIL nazionale, confermandone il peso strategico per l’economia del Paese.

Investitori pazienti e modelli abitativi ibridi

Secondo gli economisti di CDP, due leve possono contribuire a superare gli ostacoli allo sviluppo del service housing in Italia: il coinvolgimento di investitori istituzionali pazienti e l’adozione di soluzioni abitative ibride, capaci di rispondere a diversi target di utenza e a differenti orizzonti temporali. Un approccio che punta a conciliare sostenibilità economica, accessibilità e sviluppo territoriale.

Per approfondire il tema è possibile accedere alla versione integrale del brief al seguente link.