Casamicciola, a due anni dal terremoto ricostruzione al palo

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“Zero speranze, solo chiacchiere”. Franco Mattera, uno degli ‘irriducibili’ di piazza Majo, sintetizza così per l’Agi il sentimento di buona parte dei 20.405 sfollati nella notte del 21 agosto di due anni fa, quando la terrà tremò a Casamicciola, Forio e Lacco Ameno, comuni dell’isola di Ischia, uccidendo sotto le macerie Marilena Romani e Lina Balestrieri, rispettivamente in via Serrato e via D’Aloisio, a Casamicciola. Messe in suffragio e fiaccolate, una con il sottosegretario Vito Crimi, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, e il commissario per la ricostruzuione, Carlo Schilardi, sono previste questa sera, a ridosso delle 21.57, ora della prima scossa. Ma nella zona rossa 640 case sono ancora completamente inagibili, 372 persone sono residenti dal 2017 in albergo, e solo 2033 hanno assistenza con il contributo per autonoma sistemazione (Cas). Strutture ricettive, ristoranti e attività sono tutt’ora chiusi e centinaia di persone hanno perso un lavoro e spesso non ne hanno più trovato un altro. In molti casi, racconta il ‘Dispari’, quotidiano isolano, qualcuno è emigrato, così come gli alunni di 6 scuole che hanno il proprio plesso inagibile. A 48 mesi dal sisma, solo piazza Majo, la Spezieria, Montecito, Casamennella, Casacapezza e La Rita hanno riaperto, rattoppate e puntellate.
Per la liquidazione dei contributi per danni lievi, Forio non ha presentato alcuna istanza, la zona di Lacco 2 (quella bassa, per intenderci, a ridosso del celebre Fungo, sperone di roccia che emerge dal mare nella baia, ndr.), non ne ha vista alcuna accolta, mentre a Casamicciola solo una su 5 presentate ha avuto l’approvazione. Sono 37.136.262,21 euro quelli stanziati e arrivati alla Tesoreria Provinciale dello Stato, sezione di Napoli, sulla contabilità speciale n.6063 intestata al ‘Comm delegato OCDPC 476-17’ a valere sul fondo emergenze. “Non ho sentito le istituzioni vicine – aggiunge Mattera – per me si continua a spendere denaro in maniera inutile. Non si dà alla gente la possibilità di mettere a posto la propria casa. Si continua a spendere per l’assistenza. Soldi buttati via inutilmente e continuamente”. Al vaglio dei sindaci del cosiddetto cratere, l’area compresa in tre comuni al di sotto della quale, a una profondità di 1,7 chilometri, partì la prima scossa di magnitudo 4.0, cioè del VII grado della scala Mercalli (anche se per errore il dato rilevato in un primo momento appariva meno grave), la bozza di una ordinanza firmata da Schilardi per i danni pesanti; 38 pagine redatte sulla scorta dell’ordinanza per il terremoto del centro Italia (la 19/2017) firmata da Vasco Erranti, con 19 articoli che riassumono azioni burocratiche e pratiche, dalla nomina del tecnico, alla scelta della ditta, fino ai requisiti per avere il contributo dello Stato per ricostruire in sito e come. I primi cittadini Giovan Battista Castagna (Casamicciola), Giacomo Pascale (Lacco Ameno) e Francesco Del Deo (Forio) ieri hanno incontrato la struttura commissariale per discutere di ricostruzione delle case completamente distrutte dal sisma del 2017, e solo dopo le loro relazioni si potrà varare definitamente il provvedimento. Per quanti invece intendono lasciare le zone e le case colpite, ci sarà poi una ordinanza ad hoc. Queste procedure ovviamente interesseranno edifici legittimi o legittimati, non quelli frutto di abusi. Il puzzle, dunque, è ancora tutto da comporre