Case a nomadi, Lazio rischia procedura infrazione Ue

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Roma, 15 mag. (AdnKronos) – I Rom sono discriminati per quanto riguarda l’assegnazione di alloggi popolari nel Lazio in quanto non sono in grado di dimostrare, per la loro situazione di fatto, i requisiti richiesti per l’assegnazione quali la residenza e lo sfratto. Lo ha detto l’assessore alla Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio, Alessandra Sartore, durante la seduta del consiglio regionale alla Pisana convocata dal presidente Buschini per l’esame sulla Relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale relativamente alla partecipazione della Regione alle politiche dell’Unione Europea, adottata dalla Giunta con delibera del 6 marzo 2019.

La Commissione Ue, riferisce la Sartore, ha chiesto alla Regione Lazio una serie di informazioni in tema di assegnazione di alloggi popolari in base alle quali ha concluso che le popolazioni Rom sarebbero discriminate essendo richiesti requisiti quali la residenza e lo sfratto che, per la loro situazione di fatto, non sarebbero in grado di dimostrare. “In data 5 gennaio 2016, la Commissione europea ha dunque chiuso negativamente il caso di pre-infrazione Eu Pilot 3945/12/JUST, riservandosi di avviare la procedura di infrazione ai sensi dell’art. 258 Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). In caso di apertura di una procedura di infrazione – ha concluso l’assessore – la Regione Lazio potrebbe essere coinvolta per l’aspetto della compatibilità della L.R. 12/99 (Disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di edilizia residenziale pubblica) con la Direttiva 2000/43/CE”.