Caso Bagnoli, De Magistris all’attacco: De Vincenti abbia più rispetto della città

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Aspettiamo la convocazione ufficiale, non ho da controbattere ad esponenti del Governo“. Risponde così il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ai giornalisti, a margine del intitolazione dell’Auditorium di Scampia a Fabrizio De Andrè, sulle polemiche che si sono scatenate in seguito al videomessaggio che il primo cittadino ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e alle repliche del vice segretario del Partito Democratico, Lorenzo Guerini e quelle del sottosegretario Claudio De Vincenti, che presiede la cabina di regia per Bagnoli.

Ho cercato con molta umiltà è fermezza allo stesso tempo di esprimere da una parte le ragioni del dialogo che sono fondate sulla difesa e sulla attuazione della Costituzione repubblicana“, spiega il primo cittadino, “e dall’altro la difesa della città, qualora ci dovesse essere qualcuno, finanche si chiami presidente del Consiglio, che intende cancellare la Costituzione, espropriare una città, non rispettare una comunità, la sua sovranità popolare, il suo popolo, i suoi rappresentanti democraticamente eletti, le armi della democrazia non consentiranno tutto questo“. De Magistris non si spiega “il nervosismo del Governo perché noi siamo pronti da tempo su Bagnoli e stiamo molto più avanti di loro, loro stanno a meno uno, nemmeno a zero. La bonifica l’hanno solo annunciata da anni e anni non l’hanno nemmeno cominciata”.

L’invito a Matteo Renzi è chiaro: “Se vuole cambiare verso, noi siamo pronti, dialoghiamo con le istituzioni tutti i giorni perché siamo un’istituzione”. Il numero uno di Palazzo San Giacomo sottolinea che “se non ci fosse stata la battaglia del Comune di Napoli, sarebbe passata così sottotraccia una delle operazioni più sporche che le istituzioni abbiano potuto mettere in campo danneggiano una comunità, una popolazione, un territorio. L’ultimo affondo del sindaco è per il sottosegretario De Vincenti: “Parlando della città di Napoli parla di pagliacciate, secondo me deve portare rispetto per questa città. La nostra non è una sfida ma è la difesa della città soprattutto quando vediamo che si mettono in campo operazioni torbide. Se loro hanno paura della verità, mi dispiace per loro, noi siamo qua“.