Cassa integrazione, disastro Inps: mancano ancora 200mila assegni

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In foto Pasquale Tridico, presidente dell'Inps

Cassa integrazione per l’emergenza Covid: a che punto sono i pagamenti Inps? Non si fermano le polemiche legate ai ritardi nell’erogazione dei soldi alle aziende e ai lavoratori in difficoltà e il presidente dell’istituto, Pasquale Tridico, torna nella bufera. Il presidente ha riferito alcuni giorni fa che l’attuale giacenza è di circa 420.000 bonifici ancora da effettuare “che si riducono ogni giorno visto il grande impegno della struttura. Entro questa settimana sono sicuro che azzereremo tutto”, aveva dichiarato fiducioso riferendosi come scadenza allo scorso venerdì. Ma all’appello mancherebbero ancora quasi la metà dei pagamenti autorizzati: circa 200.000 persone ancora aspettano l’assegno del 12 giugno. Ma iniziamo dal principio. Quando si parla dei pagamenti in ritardo ci si riferisce alle prime 9 settimane di ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia. Ovvero quelli che hanno coperto i mesi di marzo e aprile e che avrebbero dovuto essere saldati entro il 15 aprile, ma che sarebbero stati saldati tra maggio e giugno. E ancora dovranno essere presentate le domande relative alle 5 settimane previste dal dl Rilancio. Il problema maggiore si è avuto dove è previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps (senza anticipo del datore di lavoro) e con le Regioni per la cassa in deroga (pensiamo alle ultime polemiche scoppiate tra l’istituto e le Regioni Piemonte e Campania). Altro nodo ha riguardato le richieste di cassa integrazione con Iban errato, per le quali l’Inps ha poi deciso di semplificare la procedura. E nel decreto Rilancio anche il governo ha previsto una procedura semplificata per la Cig in deroga. L’Inps ha pubblicato sul suo sito i dati aggiornati al 4 giugno.