Catalogna, niente elezioni anticipate: “Non ci sono garanzie”

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Barcellona, 26 ott. (AdnKronos/Dpa) – “Non ci sono garanzie che giustificano la convocazione di elezioni anticipate”. Così il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, nel suo breve intervento al Palau de la Generalitat, ha escluso la convocazione di elezioni anticipate in Catalogna.

“Il mio impegno è quello di perseguire tutte le strade per trovare una soluzione negoziata e concordata per evitare l’applicazione dell’articolo 155 (della costituzione, ndr)”, ha dichiarato ancora il presidente della Generalitat.

Il presidente della Generalitat ha inviato una lettera al Senato con gli argomenti contro l’applicazione dell’articolo 155.

Il Senato aveva fissato la scadenza delle 10 di questa mattina per ricevere la comunicazione di Puigdemont, che è arrivata alle 10.03 ed è stata accettata lo stesso. Nella missiva di nove pagine, Puigdemont sostiene che i mezzi richiesti dal governo di Madrid “oltrepassano ampiamente i limiti” dell’articolo 155: tale articolo permette al governo di “dare istruzioni” alle autorità dell’autonomia e questo “risulta incompatibile” con la destituzione delle stesse. Secondo la sua interpretazione, il 155 è previsto per situazioni straordinarie “ma non è una clausola di pieni poteri in mano al governo”.

Rimane intanto la convocazione per le 17 del Parlament catalano in seduta plenaria, decisa nei giorni scorsi. Per i secessionisti più convinti, quello di Puigdemont è un vero tradimento. Con un chiaro riferimento ai 30 denari di Giuda, Grabriel Rufian, portavoce di Esquerra Repubblicana de Catalunya, il partito secessionista al governo con il PDeCat di Puigdemont, ha twittato seccamente: “155 monete d’argento”. Due deputati dell’alleanza secessionista Junt pel Si hanno già annunciato le loro dimissioni dal Parlament catalano. Un’altra deputata è stata vista uscire in lacrime dalla sede della Generalitat.