Catia Polidori a Napoli: l’arte come motore di uguaglianza e inclusione

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Napoli prosegue nei festeggiamenti per i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis e, accanto alle celebrazioni, cresce l’attenzione sul ruolo sociale del suo patrimonio culturale. In questo scenario si inserisce la visita dell’Onorevole Catia Polidori, Presidente della Commissione Uguaglianza e Non Discriminazione del Consiglio d’Europa, al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, istituzione simbolo della storia musicale partenopea.
La presenza di Polidori non è casuale: il Conservatorio nacque come uno dei “Conservatori dei poveri”, destinati ad accogliere e formare bambini orfani o indigenti. Un passato che rivela un legame profondo tra cultura e inclusione sociale.
«Ho sentito il dovere morale di visitare un’istituzione nata per proteggere e formare chi era più vulnerabile. La sua storia dimostra che l’attenzione verso le disuguaglianze è parte del DNA di questo Conservatorio», ha dichiarato Polidori, da anni impegnata nella tutela dei diritti umani.
La Presidente ha poi richiamato il valore universale dell’arte:
“Auspico che l’arte, e la musica in particolare, continui a essere una leva per combattere ogni forma di discriminazione. La musica ci connette, supera le nostre certezze, rende tutti uguali davanti a un’emozione condivisa. Il nostro obiettivo è un mondo più equo”.
Ad accoglierla, la Presidente del Conservatorio Carla Ciccarelli, che ha sottolineato il ruolo internazionale di Napoli come ambasciatrice dell’integrazione attraverso il canto:
“Siamo onorati della visita dell’Onorevole Polidori. La musica ha la forza di sanare le ferite delle disuguaglianze. La lingua italiana e quella napoletana sono studiate nei Conservatori di tutto il mondo come lingue della musica: superano le diversità e uniscono i popoli, dalle melodie di Caruso ai cori scatenati dai Beatles”.
Oggi il Conservatorio porta avanti questa eredità con un impegno concreto: sono circa 40 gli studenti con disabilità accolti e supportati da progetti specifici, in crescita costante.
Il direttore, Maestro Gaetano Panariello, ha ribadito la missione dell’istituto:
“La musica è uno strumento di riscatto e dignità. Siamo impegnati a portarla ovunque le disuguaglianze siano ancora una ferita aperta, per contribuire a costruire una società più equa e inclusiva”.
La visita di Catia Polidori a Napoli si chiude così con un messaggio chiaro: l’arte non è un privilegio, ma un motore di civiltà e un alleato essenziale nella lotta quotidiana per l’uguaglianza.