Cbt, a Napoli realtà virtuale in aeroporto per vincere la paura di volare

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Combattere le fobie non è semplice. Richiede l’aiuto di esperti che insegnino a controllare l’ansia che la paura genera, come accade a chi teme di volare. Una fobia che a Napoli si può combattere e vincere in tempi brevi grazie all’uso della realtà virtuale e a una sperimentazione sul campo proprio lì, dove la paura cresce: in aeroporto. Docente presso l’Ateneo Federiciano, dopo 35 anni di professione e una sperimentazione ad hoc su 50 soggetti, lo psichiatra partenopeo Antonio D’Ambrosio ha messo a punto un trattamento cognitivo- comportamentale che, grazie all’uso della realtà virtuale, velocizza i tempi di guarigione. Ha fondato una start up (la CBT Clinic Center, Cognitive Behavior Therapy terza al ‘Lunare Project’ dell’Innovation Village’) e da gennaio scorso, grazie alla sinergia con Gesac, società di gestione dello scalo partenopeo, esercita anche in un piccolo studio a Capodichino perché, spiega ad Askanews, “così il paziente evita di fare i ‘compiti a casa’ e viene accompagnato ad affrontare in maniera graduale la realtà effettiva percorrendo solo poche centinaia di metri”. Il trattamento dell’aerofobia praticato a Napoli è unico in Italia. Sia perché a esercitarlo è un medico psichiatra (e non personale di compagnie di bandiera con competenze psicologiche), sia perché associa l’uso della realtà virtuale alla tradizionale terapia cognitivo-comportamentale. Dopo un’anamnesi con valutazioni psico-diagnostiche, il paziente indossa un casco grazie al quale si immerge gradualmente in ambienti visualizzati su schermo con visione a 360 °. Alle immagini sono associati suoni tipici di quel contesto ansiogeno. Ma lui sa di essere in condizioni di sicurezza. Il terapeuta al suo fianco lo guida affinché possa attuare le tecniche di rilassamento apprese e, quindi, a controllare e ridurre l’ansia. “Successivamente, e immediatamente – aggiunge D’Ambrosio – il paziente viene accompagnato in aeroporto per affrontare in modo graduale tutte le situazioni che lui teme inerenti il volo, fino al volo vero e proprio”. “L’aeroporto di Napoli ama essere innovatore e mettere il passeggero al centro. Questo è un servizio nuovo – sottolinea il direttore Commerciale Consumer di Gesac Sergio Gallorini – Con questa scelta noi intendiamo offrire la possibilità di superare questa paura”. Tra i 20 pazienti trattati da gennaio a oggi, uno dei casi più singolari è quello di un’intera famiglia (padre, madre e figlia). Ma ci sono stati anche imprenditori che avevano urgenza di superare la fobia per questioni professionali. “La realtà virtuale ci consente in tempi veramente molto brevi, nel giro di sei incontri, di mettere una persona, effettivamente, in grado di volare” spiega lo psichiatra ricordando che “uno dei momenti più difficili è quello dell’accesso al gate, all’autobus e quindi al volo. Perché il soggetto sperimenta il momento di distacco da una situazione reversibile a una irreversibile. Quando si supera questo momento si è quasi guariti”. Come tutte le prestazioni riconosciute dal servizio sanitario nazionale il trattamento cognitivo-comportamentale ha un costo scaricabile fiscalmente. Notizie e dettagli sono reperibili su www.cbtcliniccenter.it e, assicura Gallorini, “a breve saranno disponibili informazioni anche sul sito dell’aeroporto di Napoli”.