Cdp, Scornajenchi in Senato: Su IA e tecnologie digitali dal 2018 investiti 80 mln. Italia in potenziale vantaggio

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in foto Agostino Scornajenchi

“L’Italia in tema di intelligenza artificiale e’ ancora in una fase iniziale. Gli investimenti a partire dal 2018 sono stati pari a 80 milioni di euro, non tanti ma ci sono gia’ diversi casi di successo. Il Paese ha una posizione di potenziale vantaggio viste le nostre competenze accademiche e tecniche, i nostri esperti di matematica, fisica e filosofia sono estremamente utili e apprezzati in questo settore. Lo stesso vale per la cultura umanistica”. Lo ha detto Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Cdp Venture Capital, in audizione in commissione Ambiente e Lavori pubblici del Senato, sull’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nella pianificazione, costruzione e monitoraggio delle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e logistiche.

Nel mondo nel 2023 investiti 60 mld (10 in Europa)
“Nel 2023 gli investimenti del venture capital in Intelligenza Artificiale sono ammontati a più di 60 miliardi di dollari, in Europa 10 miliardi – ha affermato Agostino Scornajenchi -. Ci attendiamo un grande impatto sulle infrastrutture. Le simulazioni sulle reti, elettriche, stradali permettono di prevedere i flussi e in che misura il cambiamento di questi può reagire a determinati stress. Questo potrebbe aiutare a regolare il traffico, il trasporto di gas. I gemelli digitali, infrastrutture virtuali identiche a quelle reali, possono aiutare a programmare interazioni di flusso, forza lavoro, gestendo in ambiente protetto le eventuali reazioni negative. Per non parlare poi delle potenzialità per la sicurezza, bisogna però sviluppare un sistema per la tutela dei dati sensibili, trattati in modo molto fluido e rapido. Nel mondo della mobilità aiuterà a guidare il veicolo e gestire i casi critici, con tutte le implicazioni etiche che comporta. L’Italia è ancora in una fase iniziale, sono stati investiti 80 milioni di euro ad oggi. Ci sono casi di successo e abbiamo una posizione di vantaggio per le nostre competenze tecniche. Indirizzeremo le risorse su tre ambiti. Il primo è il technology transfer, il supporto nella fase più embrionale. Il secondo passo è supportare l’infrastruttura esistente, tante aziende hanno bisogno di essere sostenute. Il terzo ambito è identificare 2/3 campioni nazionali per fargli assumere un ruolo sul panorama internazionale. Il nostro piano industriale avrà un capitolo dedicato all’AI e sarà reso pubblico ad aprile”.

Il problema etico
“Ci sarà sempre la necessità di gestire servizi di prossimità. Serve un’infrastruttura dedicata e un percorso propedeutico per permettere lo sviluppo dell’AI. C’è un tema dell’utilizzo in maniera etica, ci stiamo dotando di un sistema interno per evitare anche i bias che l’Intelligenza Artificiale ha. C’è anche un tema di inclusione e di costruzione delle competenze del futuro. 500 persone sono dedicate all’AI, l’idea è lavorare su due grandi programmi: lo sviluppo di una rete omnicanale e un nuovo modello di servizio per la logistica secondo lo human plus machine. Sarebbe bello riuscire a predire volume e dinamiche per gestire al meglio i servizi per i cittadini, in futuro ci potrebbero essere forti meccanismi di automazione. Stiamo lavorando a un progetto che si chiama Copilot. Useremo l’AI nelle app, l’idea è costruirne una unica, l’AI permetterà di modellare le esperienze dei cittadini”, ha affermato Mirko Mischiatti – Digital Technology & Operation di Poste Italiane, nel corso dell’indagine conoscitiva in Senato sull’utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.