C’è attesa per i grandi dossier industriali e la manovra

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in foto Vincenzo Boccia, presidente Confindustria

“Non vorrei essere io il primo presidente a portare gli imprenditori in piazza, io li devo contenere”. Sono state queste parole, pronunciate dal presidente di Confindustria, che hanno provocato la levata di scudi che sta attraversando il mondo delle imprese da Nord a Sud del paese. Vincenzo Boccia ha colto un segnale di protesta proveniente dalla base imprenditoriale; tanto che nei giorni a seguire sono stati molte le voci a supporto, anzi è proprio il caso di dire che alcuni industriali hanno fanno un passo in più rispetto alla linea indicata a Cortina dal presidente nazionale. In questo clima di attesa e di malcontento, soprattutto a seguito del varo del decreto dignità, si aspettava solo la scintilla per innescare un coro di dissenso. La reazione a catena ha visto per primi gli industriali del Nord come Zoppas che ha dichiarato “scenderemo in piazza accanto agli imprenditori se sceglieranno di manifestare”. E ancora Bonometti, industriale lombardo, che ha affermato: il “malcontento è altissimo nei confronti del governo non solo nell’industria”. Le stesse proteste anche dalla Sicilia e dall’Abruzzo, i cui imprenditori si sono dichiarati pronti ad una protesta di piazza.
Ma nella realtà, sarà comunque molto improbabile che siano gli imprenditori a scendere in piazza a manifestare contro il Governo, perché come dice da sempre il presidente Boccia “noi valutiamo provvedimenti e non governi”. È innegabile, però, che le imprese restino alla finestra.
L’attenzione rimane per i grandi dossier industriali come il caso dell’Ilva di Taranto, dove in gioco ci sono 2,4 miliardi di investimenti industriali e ambientali e più di 10mila posti di lavoro. Ma non solo. Con l’Ilva è in ballo il futuro della siderurgia e la reputazione industriale del nostro paese, la seconda manifattura europea. Ancora lo sguardo è rivolto al futuro di Genova e alla ricostruzione, dove l’importante è fare presto e bene. E, infine, è rivolto alla manovra. Tuttavia, le recenti dichiarazioni del Ministro Salvini hanno fatto un po’ di chiarezza in tema di politica economica, grande assente dal dibattito politico. Le sue parole sono apparse come un’apertura al mondo delle imprese. L’ipotesi del taglio del cuneo fiscale, il via libera ad infrastrutture strategiche come il Tap, il rispetto dei vincoli di bilancio e l’attenzione al debito pubblico, la flat tax e la pace fiscale. Il numero uno della Lega ha garantito che non sarà smantellato quanto di buono è stato fatto in passato. Vale per Industria 4.0, i cui benefici hanno modernizzato il sistema delle grandi ma soprattutto delle piccole e medie aziende.