C’è “Poste”, e telecomunicazioni, per i sindaci dei villaggi italiani e i loro abitanti

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in foto Matteo Del Fante

Se non fosse perché evoca, anche essa, ricordi sgradevoli lontani ma non  lontanissimi, si potrebbe prendere in prestito da D’Annunzio la definizione “oceanica”. Tale e stata quella dei sindaci dei piccoli comuni italiani, circa 8.000 e tutti con la fascia, convenuti martedì a Roma su invito dei vertici delle Poste e Telecomunicazioni patrie. Si sono ritrovati nella  Nuvola di Fuksas (altrimenti dove, se non in un campo di calcio?), peraltro in buona compagnia. Oltre il padrone di casa, l’amministratore delegato delle Poste Del Fante, erano presenti il Presidente della Repubblica Mattarella, la Premier Meloni e una congrua delegazione di ministri. L’ occasione è stata offerta dalla presentazione a quella platea del piano di azione Polis. Un particolare degno di nota merita di essere citato in premessa: sia i convenuti che buona parte di chi ha avuto modo di seguire i lavori a distanza, avrà notato che non è stata presentata e illustrata una lista di buoni propositi, ma un vero e proprio stato di avanzamento dell’intervento. A primavera alcune sue funzioni saranno già a disposizione degli utenti. Più che nei particolari tecnici, può essere interessante fare qualche considerazione che vada oltre la portatata operativa di quanto bolle in pentola nel grattacielo di Viale Europa. Per fare ciò, bisogna dare con la mente tanti passi indietro fino a arrivare al punto in cui gli esseri umani avvertìrono l’esigenza di comunicare a distanza con i propri simili. Una toccata sui piccioni viaggiatori e una rapida fuga in avanti fino al XVIII secolo. In quel periodo il servizio postale era svolto da soggetti privati, i cosiddetti corrieri a cavallo, antesignani di quelli a motore attuali e sempre più diffusi a far data dall’inizio della pandemia. Famoso resta nella memoria di molti Michele Strogoff, immaginario corriere dello Zar Alessandro III, uscito dalla penna di Jules Verne. Solo per colore, alcuni storici sostengono che la qualifica corriere sia un derivato del cognome Currera. Venuti dalla Spagna a Napoli insieme ai Borbone, i componenti di quella famiglia esercitavano l’attività di messaggeria di scritti e mercanzie. In maniera simile, in quell’evo, al seguito degli Asburgo era arrivata in Lombardia, probabilmente stabilendosi a Bergamo, la famiglia austriaca Taxis che organizzò il trasporto di persone. Sempre secondo alcuni studiosi della materia, il termine taxi deriverebbe appunto dal nome di quella genia. Ritornando all’attualità, completezza di esposizione  vuole che sia passato al vaglio quanto è accaduto l’altro ieri all’ interno della Nuvola. L’ Ad delle Poste ha informato i componenti di quella assise che l’ ente che rappresenta sta contribuendo con visibile fattività all’avvicinamento anche delle realtà amministrative minori al centro. Pertanto, tra l’altro, una serie di documenti ora rilasciati dai comuni, a partire dalla prossima primavera potranno essere richiesti e ottenuti in autonomia attraverso postazioni informatizzate all’ interno degli Uffici Postali. Il rilascio degli stessi avverrà  in tempo reale, quindi ogni commento sulla positività dell’ operazione è superflua. Prova ne sia che tanto il Primo Cittadino, quanto la Premier, nonchè i Ministri presenti, hanno convenuto con soddisfazione che quanto stanno facendo nel palazzo all’ EUR, sarà alla fine qualcosa che effettivamente fará la differenza. D’altro canto, a ben riflettere, quanti tengono le redini di quell’ Ente avranno realizzato che lo scopo primario che fu a esso attribuito, l’inoltro di missive dovunque nel Paese all’ origine e, in tempi più recenti, nel mondo, sta perdendo molto della funzione per cui fu creato. Strumenti alternativi legati alla telefonia che sta evolvendo a tappe forzate, hanno drasticamente ridotto l’uso in ogni campo dei fogli di carta scritti, talvolta a mano, piegati e chiusi in buste che vengono consegnate ai destinatari da zelanti portalettere. Nel frattempo quella struttura si è ingigantita, seppure non completamente anche modernizzata, per cui la sua mission ha tutto quanto occorre per soddisfare altre esigenze dello Stato a cui essa appartiene. Che di meglio quindi, di farsi affidare compiti della pubblica amministrazione da mettere a disposizione dei cittadini, anche quelli di villaggi minuscoli e sperduti, lontani dai grandi centri. Probabilmente sopravviverà ancora per un pò di tempo la figura dell portalettere, già ora molto diversa da quella impersonata da Massimo Troisi nel film Il Postino. Anche se arriverà su furgoni specificamente attrezzati, quell’ addetto al recapito di missive e altro non mancherà mai di suonare il campanello due volte, come il collega protagonista del film giallo americano degli anni ’40, la cui trama poggia appunto sulla sua figura. Che poi in un futuro non lontano si pensi che saranno sostituiti dai droni, per ora è fantascienza. O no?