di Massimiliano Craus
Il 18 maggio c’è stata la presentazione del cortometraggio di Antonello Picciano “Cenere al vento” alla Casa del Cinema di Napoli.
Alla fine della proiezione si sono avvicendati sul palcoscenico vari addetti ai lavori per il saluto al regista ma, soprattutto, per raccontare insieme al numeroso pubblico le primissime impressioni a caldo e per un confronto il più coinvolgente possibile.
A cominciare da Max Gaudiosi, docente presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove è titolare degli insegnamenti di storia del cinema e di generi e forme dell’audiovisivo. Con lui Arnaldo Capezzuto, sociologo e animatore del Premio nazionale “Amato Lamberti”, fondatore del giornale “ladomenicasettimanale.it”, che da anni racconta temi legati alla cronaca e alla camorra, partecipando anche a documentari d’inchiesta. È autore di libri dedicati al potere criminale e alle dinamiche sociali del territorio campano.
E ancora Marco Rossano, regista documentarista e sociologo, organizzatore del festival cinematografico “Premio Fausto Rossano” per il pieno diritto alla salute.
Al tavolo ha presenziato anche Giuseppe Colella, cultural manager impegnato nella gestione e realizzazione di eventi culturali nell’ambito cinematografico, Monica Bruno, docente di tecnologie e tecniche della comunicazione multimediale presso l’IS Casanova di Napoli, e il regista Salvatore Chiosi.
Il corto, liberamente ispirato al massacro di Ponticelli degli anni ’80, ha visto il regista impegnato in un salto all’indietro nel tempo e nel buio di una storia tragica del passato napoletano.
“Ho affrontato un tema così drammatico con delicatezza e tatto – dichiara il visibilmente emozionato regista Antonello Picciano – portando l’attenzione sul punto di vista della bambina sopravvissuta. Il finale è aperto, così lo spettatore interpreta, si pone delle domande e crea il suo finale. Non essendo legati ai fatti realmente accaduti si può spaziare su un finale noir, dove Susanna può essere sia vittima che carnefice”.
La critica degli esperti ha apprezzato il piano sequenza iniziale, molto complesso ma efficace, la scrittura del racconto, la cura dei dettagli e una minuziosa fotografia.
A questo proposito non potevano mancare i protagonisti in scena anche in occasione della prima alla Casa del Cinema. In particolare, per il comparto fotografia, il d.o.p. Fernando Alfieri, Claudio Cascone, operatore camera, e Anna Del Gaizo.
Per il comparto regia immancabili Federica Pennino e Noemi Boccacciari. Per il comparto audio, invece, Giuseppe Augello e Andrea Valentino. Alla supervisione audio Flavio Cuccurullo.
Nel comparto scenografia Giusy Di Maso e Chiara Marino. Per il trucco e parrucco Pina Concilio e Daniela Nunziata.
Per quanto concerne gli attori, ha presenziato uno stuolo di artisti: tra figuranti e comparse Ciro Artemisio, Mario Iermano, Matias Cesario, Surjia Karamamoorthy, Roberta Parrella, Teresa e Francesco, nonché gli attori principali Luisa Mariani, Sophya Baccini, Luigi Credendino, Aurora Oliano, Zaira Coppola, Anna Amalfitano, Michele Maddaluno e Andrea Cartelli.
Uomini e donne che hanno raccontato a modo loro una terribile storia di cronaca, rivista dagli occhi e dal cuore di un regista visionario quale Antonello Picciano, ancora una volta a segno con una firma che lascia impresso il suo modo di fare cinema.





































