Centro Studi Samuel Ullman di Napoli, battesimo ufficiale con il console Cossu

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In foto Francesco Cossu

Come largamente preannunciato, il 6 Ottobre 2021 è stato ufficialmente presentato in webex il nuovo Centro Studi Filosofico Samuel Ullman, un sodalizio di cultura che si prefigge di svolgere un ruolo interattivo molto vicino alla diplomazia, alla cultura e alle problematiche che interagiscono con l’internazionalizzazione delle imprese. Il Presidente del Centro Samuel Ullman, Ingegnere Bruno Russo, ha presentato l’organizzazione e gli intenti, salutando anche il Direttore designato per il periodico cartaceo del Centro, Essere Giovani: il Console dello Zambia Francesco Cossu, che si è sempre mostrato dal primo momento entusiasta dell’intento.
Il Presidente ha sottolineato gli argomenti che sono alla base dell’iniziativa: l’attenzione al ruolo diplomatico che oggi è al centro in molti luoghi del mondo, rappresentando una presenza importante e a volte anche scomoda in territori difficili a causa di conflitti stagnanti, che nascono anche dalle opportunità offerte dalla globalizzazione; la necessità di guardare con un occhio diverso all’Africa proprio perché rappresenta un mondo di opportunità e di situazioni ambientali ove coesistono molte realtà differenti che in futuro potrebbero  ridefiniranno la parola ‘risorsa’; il pericolo che il fattore umano che caratterizza le previsioni precedenti sia controllato da potenze ben lontane dalle logiche occidentali come il fondamentalismo e l’imperialismo imprenditoriale della Cina; l’opportunità che a livello internazionale l’incomunicabilità tra Paesi ostili o lontani geograficamente e politicamente sia assunta proprio dalla cultura che offre temi comuni e percorsi condivisi, che poi facilitano il contatto diplomatico e imprenditoriale; la necessità di partecipare al Centro con uno spirito non autocelebrativo che parte da Samuel Ullman e finisce ai responsabili dell’iniziativa; l’opportunità offerta da un periodico cartaceo come Essere Giovani, che prende il nome dal gruppo social su Facebook per far parlare assieme le persone sui temi più scottanti che popolano i post che scorrono sul web.
L’attenzione particolare ai giovani nasce proprio dallo spirito critico della personalità a cui il Centro si riferisce: Samuel Ullman che nella sua poesia “Youth” ci tenne a sottolineare che la giovinezza è una emozione che involve molte sensazioni e soprattutto ideali, che in questo secolo sono stati bombardati dall’antipolitica e dalla stessa globalizzazione. Una risorsa interna che è molto vicina alla filosofia che è sempre esistita nel popolo giapponese in particolare, che ebbe l’occasione di apprezzare Ullman e di condividere il Museo a lui dedicato in Alabama con il quale attualmente, il Centro intende stabilire un gemellaggio. I giovani sono spesso abbandonati a se stessi, come se il rodaggio della vita prevedesse proprio la necessità di creare delle indipendenze formative che poi si riveleranno delle realtà vuote, proprio perché serve comunicazione, affinità e comprensione che non elude l’aiuto necessario che un ragazzo deve avere lungo il suo percorso intellettivo.
L’arte e la musica è una componente fondamentale di tutto questo, come la forma espressiva di un’opera pittorica o di un brano musicale al suo nascere. Ricordando alcuni particolari della sua esperienza di vita, il Presidente Ing. Russo ha fatto un esempio molto particolare dello spirito di Essere Giovani e dello stesso Centro: più di una volta parlando con i giovani si è lodato la longevità e l’unione di gruppi musicali come i Rolling Stones che sono forse l’unico a non dividersi e divorziare con se stesso. Orbene la morte del batterista Charlie Watts è stato un trauma per tutto il mondo, anche se lo si è sostituito con Steve Jordan che è un mago della bacchetta. Molti fan hanno scritto a Mick Jagger dicendo che essi si dovrebbero sciogliere per non andare in pensione con forme snaturate della loro essenza. Ecco, questi non hanno capito che la musica non sarà mai autocelebrativa o fine a se stessa ma la logica continuità di una emozione, che viene veicolata da molti, come la vita stessa. Essere Giovani non sarà mai per questo, un centro che premia solo se stesso o la propria longevità, ma sarà una arte comunicativa che si misurerà in continuazione per verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti. Proprio per questo il primo numero di Essere Giovani sarà il numero ‘zero’ perché rappresenta un provino sul quale sarà costruito un periodico cartaceo di valore, come sottolineato dallo stesso Console Francesco Cossu.