Centrodestra, c’è l’accordo sui collegi. Questione premier rinviata a dopo il voto. Nasce grana Udc

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Novantotto seggi saranno assegnati a Fratelli d’Italia, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia, undici ai centristi. E’ questa, a quanto si apprende, la ripartizione dei collegi uninominali stabilita dalla riunione del centrodestra di questa sera, alla Camera. Sulla questione premiership, mentre Matteo Salvini aveva già aperto nei giorni scorsi, il più recalcitante a confermare la tradizionale regola del centrodestra sulla scelta del futuro presidente del Consiglio è stato Silvio Berlusconi. Ma il compromesso di rinviare l’indicazione del premier alla fase ‘post voto’ e di evitare una campagna elettorale attorno allo slogan ‘Meloni premier’ ha fatto cedere il Cavaliere, che era timoroso di perdere consensi tra l’elettorato moderato, già messo in difficoltà dalle uscite dei ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Mara Carfagna dopo il mancato voto di fiducia di FI a Mario Draghi.
Nasce però la grana Udc, ossia il fraintendimento su chi si prenderà carico del partito di Lorenzo Cesa. Ora, riferiscono i beninformati, bisognerà capire se l’Udc dovrà essere considerata in quota Forza Italia, come accaduto alle precedenti politiche del 2018, ‘togliendo’ quindi 6-7 posti a Silvio Berlusconi che, secondo l’accordo raggiunto stasera, può contare su 42 uninominali, o va contata negli undici collegi attribuiti ai centristi, compresi Nci e Ci. Oggi Cesa non era presente al summit per impegni personali, al suo posto c’erano Antonio De Poli e Antonio Saccone. Se è nato qualche problema, spiega un big presente all’incontro, è perché non si è ancora deciso se l’Udc resterà sotto il ‘cappello di Fi’ o meno.