Cercasi un’èlite disperatamente

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Se fossimo ai tempi di Omero e di Ulisse (le cui gesta sono tornate di attualità in tv) dovremmo chiederci che cosa abbiamo fatto di così terribile da meritarci l’ira degli Se fossimo ai tempi di Omero e di Ulisse (le cui gesta sono tornate di attualità in tv) dovremmo chiederci che cosa abbiamo fatto di così terribile da meritarci l’ira degli dei che quando si arrabbiano si divertono a far perdere la bussola agli uomini inducendoli a girare a vuoto per anni e anni facendoli vagare senza meta. Che, a spanne, pare proprio quello che sta accadendo. Invece siamo ai tempi nostri e più modestamentepossiamo ripassare la teoria di Mosca sull’ascesa e decadenza delle classi dirigenti e notare con Prezzolini che “il governo è impotente, la religione incerta a se stessa, la burocrazia corrotta e inefficace, l’esercito un fantasma, la gioventù rivoltosa, gli scrittori inforestierati, l’arte volatilizzata, le classi divise, i partiti atomizzati”. Benché vecchie di quasi mezzo secolo queste parole sembrano scritte per l’Italia di oggi, con qualche adattamento non difficile, a dimostrazione che il Paese arretra da un bel pezzo avendo perso una guida autorevole al centro e non essendo stata in grado di assicurarla nelle tante periferie fatte proliferare per ragioni che non hanno niente a che vedere con la prospettiva del buon governo. Soprattutto, si è perso il requisito paretiano (da Vilfredo Pareto) in base al quale dovrebbe esserci sempre una corrispondenza tra le posizioni occupate dagli individui e le loro qualità, intrinseche e riconosciute. Quello che oggi si chiamerebbe merito (un illustre sconosciuto) e che conferirebbe quella legittimazione che fa di un gruppo di persone accasate nei luoghi del comando un’èlite rispettata. Per quel poco che contiamo e che possiamo abbiamo tentato anche quest’anno, con la Fondazione Matching Energies, di raccogliere intorno a un tavolo alcune delle intelligenze vive della città e della nazione per proporre un confronto sui temi della possibile rinascita (in questo numero il resoconto del seminario sull’Estetica). Le soluzioni ci sarebbero. Si potrebbe dire lo stesso per le persone in grado di attuale?