Certo, certissimo, anzi probabile. E non è il film degli anni ’60

La temperatura, quella meteorologica e non solo essa, uscita dal suo limite ordinario attraverso la parte superiore del range nel quale fluttua, sembra proprio non voler ritornare a valori accettabili. Ciò accade dovunque attualmente sia presente la bella stagione, sempre secondo i termini convenzionali definiti molti anni or sono. Con quanto sta accadendo in più parti del mondo, il problema delle temperature funge da catalizzatore di ogni tipo di attività, perché quanto ne esce alla fine è un mostro capace di stravolgere molte esistenze e molti organismi operanti da tempo. Ciò premesso, è bene tentare di individuare, nel Paese come nelle altre nazioni, come convivere con l’attuale situazione, quando non è possibile fare altro che utilizzare i mezzi di difesa – pochi – disponibili, aspettando il ritorno di tempi migliori. Sembra un comportamento riduttivo e infatti lo è. Si fa a gara, da parte degli addetti ai lavori, per stabilire e comunicare alla popolazione, attraverso ogni canale dell’informazione, che il mondo in generale e l’Italia in particolare stanno subendo danni, talvolta irriparabili, a causa delle scorribande delle temperature. Non bisogna tralasciare di tener conto che il “settore primario”, l’agricoltura, come la definì il professor Einaudi già nella prima metà del secolo scorso, dagli economisti classici, qualche anno più tardi, fu ribattezzata “industria a cielo aperto”. La seconda definizione rende bene il concetto che, in ogni modo, il lavoro degli uomini nei campi è svolto “a mezzadria”, più precisamente in partnership con l’andamento climatico, per sua stessa natura determinabile solo in maniera approssimativa, insieme ai fenomeni estemporanei eppure di grande valenza negativa, che sovente si attivano. Stando così le cose, è difficile credere che a qualcuno di quanti non sanno che pesci prendere non sia venuto in mente di consultare un pool di stregoni pellerossa d’America, tanto alla fine qualcuno saprà bene come regolarsi per pagare gli emolumenti a quegli esperti di esoterismo. E, per rimanere al di là dell’Atlantico: “E questo è tutto, gente”.