Cervello senza più segreti
Il Neuromed è da Nobel

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Lo è fuor di metafora: una collaborazione da Nobel. È infatti Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina grazie ai suoi studi di replicazione dell’Aids, il nuovo consulente speciale dell’Istituto Neurologico Lo è fuor di metafora: una collaborazione da Nobel. È infatti Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina grazie ai suoi studi di replicazione dell’Aids, il nuovo consulente speciale dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, il centro molisano di fama internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie degenerative del sistema nervoso. Lo scienziato francese, in particolare, aiuterà l’istituto di ricerca nella lotta contro l’Alzheimer e l’Autismo, oltre che le nuove e più inquietanti epidemie virali quali, per esempio, l’Ebola. L’accordo è stato siglato lunedì scorso nel Palazzo Reale di Caserta dallo scienziato e dal presidente del Neuromed, Erberto Melaragno. La scelta di Caserta per la firma dell’accordo non è casuale. Nella città borbonica, infatti, la fondazione Neuromed sta realizzando il Polo di Innovazione “Cyber Brain”, un’autentica finestra sul futuro delle neuroscienze. Cyber Brain si configura, infatti, come un polo di ricerca scientifica finalizzato a esplorare le possibilità offerte dal collegamento tra cervello umano e computer. “Il nostro compito – spiega Fabio Sebastiano, responsabile scientifico del progetto – sarà esplorare tutti i nuovi orizzonti inaugurati dalla neurocibernetica partendo da quattro importanti obiettivi”. Il primo riguarda lo sviluppo della neuroprotesica, cioè dispositivi impiantabili a livello cerebrale, altamente miniaturizzati, che consentiranno di acquisire informazioni tramite il segnale elettrico cerebrale trasferendole verso l’esterno in modalità wireless. Informazioni che saranno messe a disposizione per il successivo obiettivo che è quello dello sviluppo delle tecniche di “brain computer interface” e di interazione uomo-macchina. Il terzo obiettivo sarà quello di sviluppare una piattaforma diagnostica altamente innovativa per localizzare con estrema accuratezza i dispositivi impiantabili mentre il traguardo successivo, più ambizioso, prevede la possibilità di telegestire e telecontrollare questi dispositivi ed ovviamente capire a distanza cosa sta succedendo a livello cerebrale nel paziente. La struttura di ricerca, finanziata con circa 12 milioni di euro, darà occupazione a un centinaio di ricercatori. “Questo accordo – afferma Luc Montagnier – unisce soggetti fortemente impegnati nella lotta alle malattie neurologiche, un problema che colpisce un numero sempre maggiore di persone. Puntiamo ad affrontare i diversi fattori in gioco, anche latenti, in queste patologie, che comprendono condizioni gravi come Alzheimer e Autismo”. “Non riteniamo di avere soluzioni pronte ai problemi – aggiunge Mario Pietracupalavoriamo invece a tutti gli sviluppi potenziali della ricerca scientifica, muovendoci con la massima attenzione per tutte le prospettive più innovative. La nostra ricerca vuole evolversi seguendo un principio di multidisciplinarietà”.