“Che muoiano i bambini”, intercettazione choc in inchiesta traffico rifiuti

21

Firenze, 14 dic. – (AdnKronos) – “Ci mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale, che muoiano i bambini. Non mi importa che i bambini si sentano male. Io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti”. Così, in un’intercettazione audio e video, uno degli indagati nell’inchiesta condotta sul traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi in Toscana, che oggi ha portato all’arresto di sei persone, tra le risate di altri, parlava di una discarica in prossimità di una scuola.

Per gli arrestati, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari, le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, traffico di rifiuti e truffa alla Regione Toscana. Due le aziende sequestrate: la Lonzi srl e la Rari srl, entrambe di Livorno, nei cui impianti i rifiuti, secondo le accuse, non venivano affatto smaltiti ma tritati o miscelati per massimizzare i profitti grazie al falso smaltimento, pagando una eco tassa regionale assai più bassa di quella dovuta. Tanto che la Regione ci avrebbe rimesso quasi 4 milioni e mezzo di euro nel 2015-16, a fronte di un guadagno stimato in oltre 26 milioni per le aziende.

I sigilli sono scattati per due aziende di Livorno attive nel settore del recupero e del trattamento dei rifiuti, la Lonzi Metalli srl e la Rari srl. Da queste aziende i rifiuti sarebbero passati poi in due discariche del Livornese gestite da due aziende a partecipazione pubblica, la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino. Non sono state sequestrate ma alcuni dipendenti della Rea sono stati raggiunti da misure interdittive.

Da quanto emerso nel corso dell’indagine, i rifiuti speciali, in alcuni casi pericolosi e nocivi, come stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri olio motore e toner, venivano miscelati con altri e mascherati come ordinari, per abbattere i costi di smaltimento.