Chemio dolce e cosmetici dai rifiuti, assaggi di futuro a Milano

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Milano, 4 apr. (AdnKronos Salute) – Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior. La bellezza può spuntare da dove non te l’aspetti: lo cantava Fabrizio De André e lo ha spiegato oggi a Milano Chiara Lacapra dell’università degli Studi Genova, davanti a una platea di investitori finanziari in cerca di idee in cui credere e sulle quali puntare. La giovane, portavoce di una startup che produce cosmetici ecosostenibili partendo da ‘rifiuti’ agroalimentari, è fra i protagonisti del ‘BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative’, una due giorni organizzata dall’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, Assobiotec-Federchimica, e da Intesa Sanpaolo. Quindici i progetti presentati, tutti frutti del genio italiano: 8 illustrati oggi e 7 domani; 9 referenti uomini, 6 donne.

Fra le realtà in vetrina che si raccontano all’AdnKronos Salute c’è Accadermica, startup nata da uno spin-off gemmato dal Dipartimento di farmacia dell’ateneo genovese, che da qualche mese ha portato sugli scaffali delle farmacie la linea di cosmetici ‘green’ Acadermic; ingrediente chiave le vinacce, cioè quello che resta dalla pigiatura dell’uva. Si mette in mostra anche mEryLo’, spin-off del Politecnico di Milano, che ha sviluppato il prototipo di un device microfluidico compatto capace di intrappolare farmaci dentro i globuli rossi dei pazienti, senza alterarne l’integrità; l’idea è quella di far viaggiare la chemioterapia nel sangue a bordo di una cellula-traghetto, perché il principio attivo venga rilasciato piano piano, con meno effetti collaterali e meno somministrazioni. Arriva invece da Napoli, ‘targata’ Ceinge-università degli Studi Federico II, la promessa di VirOcol: una terapia genica contro l’iperlipidemia, in grado di abbattere per sempre il colesterolo cattivo Ldl con un’unica iniezione intramuscolo.

“Screenando diversi residui dell’industria agroalimentare – riferisce Lacapra, co-founder di Accadermica – siamo arrivati a definire come migliore la vinaccia. In collaborazione con aziende vitivinicole recuperiamo lo scarto della produzione del vino e, tramite una speciale tecnologia a microonde, riusciamo a ottenere un estratto ricco di polifenoli antiossidanti che viene usato tal quale in cosmetica. Un ingrediente che abbiamo brevettato ed è presente in tutta la nostra linea, dedicata all’idratazione e all’anti-aging del viso”. Prodotti amici della pelle e dell’ambiente: “Le aziende dovrebbero smaltire le vinacce con costi elevati e alto impatto ambientale – sottolinea la ricercatrice – mentre noi riusciamo a ridurre il residuo da buttare di oltre il 50%. La quota restante è ancora acqua attiva e noi le diamo una seconda vita. Vogliamo crescere, in Italia e magari all’estero”.

Dietro a mEryLo’ ci sono tre ricercatrici di ingegneria biomedica del PoliMi. Una di loro è Monica Piergiovanni: “Abbiamo sviluppato un dispositivo per mettere la chemio all’interno dei globuli rossi del sangue del paziente. In questo modo – afferma – riusciamo a ridurre gli effetti collaterali dovuti al picco tossico che si ha nei primi giorni della terapia, e allo stesso tempo riusciamo a prolungare la finestra terapeutica e quindi a ridurre il numero di volte in cui chi si cura deve andare in ospedale. Abbiamo testato il nostro prototipo su sangue umano da pazienti donatori, e adesso cerchiamo risorse per proseguire i test preclinici, arrivare alla sperimentazione sull’uomo e infine al mercato”.

“Eterogeneo” il team di VirOcol, fatto da “studenti, ricercatori e dottorandi guidati dal nostro professore che lavora al progetto da circa 25 anni”. Parla per tutti Eleonora Leggiero: “Stiamo mettendo a punto una terapia genica che consenta di abbassare i livelli di colesterolo alto per tutta la vita del paziente, grazie alla singola somministrazione di un virus geneticamente modificato che trasporta una proteina chimerica la quale, legando il colesterolo, lo rimuove dal circolo sanguigno”. Ora servono soldi per sviluppare la fase preclinica e poi entrare in clinica, così da verificare la sicurezza del prodotto e successivamente la sua efficacia.

Altre 5 fra startup già nate o aspiranti tali hanno affrontato oggi il loro ‘pitch’, una relazione orale breve quanto un viaggio in ascensore, ma cruciale per attirare l’interesse di chi può spendere: Kither Biotech (referente Enrico Sorriso, Torino) sta sviluppando nuovi farmaci per le malattie respiratorie, e in particolare il composto KIT2014 contro la fibrosi cistica; l’obiettivo è che la molecola, somministrata in combinazione con altre terapie o da sola, possa allungare la vita dei pazienti e migliorarne la qualità. React4Life (Marta Cavo, Genova) progetta, realizza e valida device ad alto contenuto tecnologico (bioreattori), capaci di imitare piccole parti dell’organismo umano (microambienti fisiologici) e perciò utili a migliorare l’efficacia dei test farmacologici, senza la necessità di ricorrere alla sperimentazione animale.

BiomimX (Paola Occhetta, Milano), è uno spin-off del PoliMi e propone la piattaforma uBeat, che permette di ottenere colture cellulari 3D e integra un meccanismo di stimolazione meccanica controllato e personalizzabile; tradotto, significa produrre mini-organi sui quali testare l’efficacia e la tossicità di nuovi farmaci. Cuore e articolazione, uHeart e uKnee, sono già stati creati. NoToVir (Marco De Andrea, Novara) seleziona molecole innovative per produrre nuovi farmaci antivirali, in particolare contro l’infezione congenita da citomegalovirus. MicroArt (Giovanni Giannasi, Modena) gioca il suo futuro su microsfere ‘caricate’ contro l’artrite: un sistema innovativo, biocompatibile e biodegradabile, per veicolare farmaci antinfiammatori a livello intrarticolare.

Domani, sempre nella Sala convegni di Intesa Sanpaolo in piazza Belgioioso, la scena se la prenderanno altre 7 realtà che provano a spiccare il volo: HeartWatch (referente Roberto Salamina, Milano) permette di monitorare le condizioni cardio-respiratorie di una persona attraverso una comune telecamera; i segnali-spia di una sospetta anomalia vengono rilevati e riportati in tempo reale al caregiver più vicino. Pharmercure (Thomas Pullin, Torino) è un servizio che consegna a domicilio qualsiasi tipo di prodotto acquistabile in farmacia, missione ben descritta dal nome ispirato a Mercurio, messaggero degli Dei.

Con Teseo (Antonella Giuni, Genova), nata come spin-off dell’università di Genova, anziani e persone con bisogni speciali possono avere una maggiore indipendenza attraverso device, anche indossabili, con cui è possibile sorvegliare da remoto su eventuali cadute del paziente o altri rischi domestici, accertarsi che le attività quotidiane procedano correttamente e ricevere alert in caso di emergenza. Vision Engineering Italy (Marco Lombardo, Roma) ha sviluppato Chromo4Vis, il primo dispositivo medico di ‘teranostica’ (diagnostica più terapia) in campo oftalmologico; cheratocono, miopia o presbiopia, ad esempio, possono essere corretti rimodellando la cornea in modo non invasivo. I-Vasc (Emilio Roncoroni, Milano) promette di sancire un nuovo paradigma nel trattamento delle vene varicose, grazie a un device che introduce farmaci specifici all’interno della circolazione vascolare periferica. Niente anestesia per il paziente; per l’operatore rapida curva di apprendimento e semplicità nell’accesso venoso.

L’idea di NiuRion (Diego Zanchi, Bergamo) è la ‘gamificazione’ della riabilitazione: gli esercizi della fisioterapia possono essere eseguiti anche a casa, come giocando a un videogame. Alla base c’è un sistema di sensori inerziali per la cattura del movimento, che vengono indossati dall’atleta/paziente e integrati con algoritmi in grado di adattare in tempo reale e in corso d’opera l’attività richiesta alle esigenze dell’utente. Basta mettersi di fronte allo schermo di un device (pc, tablet, smartv o tv collegata a una consolle per videogiochi) per iniziare una sessione riabilitativa immersi nell’ambiente virtuale di un videogame. GlareSmile (Aldo Daniele Dominici, Milano) si presenta infine come “il primo spazzolino automatico che ti lava i denti nel modo corretto in 10 secondi”; brevettato, funziona con 3 spazzole rotanti e secondo i suoi inventori “è il solo dispositivo per la salute orale in grado di assicurare una tecnica corretta di spazzolamento”, indipendente dalle abilità di chi lo usa.