Chi difenderà Napoli dagli amministratori incapaci

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1.

“A Napoli si perdona tutto. Persino di avere eletto Sindaco un incrocio tra Mao ed il fratello narciso di Masaniello”. Così Massimo Gramellini ne il “Il Caffè” su il Corriere della Sera di martedì 19 di aprile: una fotografia del Sindaco di Napoli certo surreale, ma non lontana dalla verità. Tutto questo a seguito della decisione dello stesso Sindaco di “difendere la città”, querelando chi la dovesse diffamare. Non aggiungerò commenti ai tanti già suscitati, nè mi addentrerò in analisi sociologiche su questo sottile (meglio subdolo?) desiderio di alimentare “l’orgoglio napoletano”, fino a pensare ad uno “statuto autonomo” per Napoli. Mi domando: chi “difenderà” Napoli, ed i Napoletani, dagli amministratori incapaci, di cui sono testimonianza quotidiana i mille disservizi, per non dire di vere e proprie “tragedie”, che i cittadini vivono sulla loro pelle? Mi risparmio l’elenco, non per paura di una querela, ma solo perché sarebbe troppo lungo. Tanto, al netto della volgarità, di cui a volte è vittima la Città, che, comunque, più che danneggiarne la immagine, “qualifica” chi le pronuncia. Piuttosto, a prescindere dalle troppe cose che non funzionano, la Bellezza, la Cultura, la Storia, i Musei, il San Carlo, la Tradizione Musicale e Teatrale, la Scuola di Pensiero, che “preesistevano” all’attuale Sindaco, continuano ad essere portentosi “attrattori”. La prova è che la Città, “complice” favorevoli condizioni contingenti, è continua meta di scuole e di folle di turisti. Peccato che da tempo, salvo poche e lodevoli eccezioni, di fronte a queste “originalità” ripetute del Sindaco, si registra una sorta di appiattimento nella Società. Non si capisce bene se per complicità o per rassegnazione. Anche perché è da qualche decennio che gli elettori non hanno potuto scegliere alternative credibili: dalla destra e dalla sinistra. Cosiddette. E temo che, con i tempi che corrono e con i “soggetti” che sono in circolazione nel campo di quello che resta della Politica, domani non sarà “un altro giorno”. Ma sarà sempre lo stesso, se non peggio.

2.

Domenica si vota in  Francia. A leggere i sondaggi è pressoché impossibile fare previsioni. E comunque tutto si risolverà al ballottaggio. Naturalmente la speranza, non solo mia, è che non vinca Marie Le Pen: per la Francia e soprattutto per i Valori di Civiltà e di Cultura dell’Europa Unita. Non solo per la sua posizione sui i migranti, sulla accoglienza, sulla integrazione, di cui, addirittura, all’attacco alle posizioni di Papa Francesco, ispirate solo al dettato evangelico, che invece sono state bollate dalla Le Pen, sé dicente cattolica convinta, quali improprie, fino a ritenerle una sorta di invasione di campo. L’Europa, non solo, guarda con estrema attenzione all’esito di queste elezioni, che anticipano di qualche mese quelle della Germania, che risulteranno altrettanto decisive per le sorti dell’Europa. Epperò non posso non esprimere, da Socialista europeo antico, il mio rammarico per il patrimonio di speranze disperse ad opera di un deludente Francoise Hollande, di cui egli stesso deve avere avuto consapevolezza, se ha deciso, fatto assolutamente “inedito”, di non presentarsi alle elezioni. Non ci resta che aspettare con fiducia: già altre volte il Popolo francese ha dato prova di responsabilità, ispirandosi ai Valori della Libertà, della Democrazia e della Solidarietà. Sono certo: non sarà il tragico attentato dei Champs-Élysées, fin troppo “annunciato”, il protagonista “aggiunto” di questa decisiva campagna elettorale. Me lo auguro, anche per avere un contrappeso al senso di “pesantezza” che aleggia in questo tempo: dalle altre elezioni, quelle inglesi, indette da Teresa May per rafforzare il processo della cosiddetta Brexit, fino al controverso referendum liberticida in Turchia, passando per l’Ungheria del “destro” Urban, che chiude le Università Libere, come quella voluta a Budapest da Soros, evidentemente, per “uccidere” in fasce ogni possibile centro di dissenso.

3

Due lampi di luce mi hanno colpito in questa settimana. Su Il Corriere della Sera di martedì 18 aprile, una fotografia stupenda di un’onda, che si avvia ad infrangersi sulle coste della Liguria, fra Bonassola e Levanto. È opera di un “cacciatore di onde” e si chiama Alessandro Benedetti: una “espressione” prorompente di potenza e di luce. Eccitante. Ancora, su Il Corriere della Sera del 19 aprile: Alliya Shagiyeva allatta a seno nudo il suo neonato. È la figlia del Presidente del Kirghizistan, sei milioni di abitanti. Il 70% è di religione musulmana. La foto ha suscitato mille polemiche, che le sono valse insulti a non finire. Ma lei, fiera e consapevole, ci ha fatto sapere: “E’ la società che trasforma il seno in oggetto di attrazione sessuale………. La gente ha dimenticato tanto tempo fa il vero scopo del seno femminile.”. Un poco di Bellezza. Finalmente.