Chi è Cerberus, il fondo che punta Alitalia

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Roma, 25 ott. – (AdnKronos) – Nei suoi 25 anni di attività (è stato fondato nel 1992) il fondo Cerberus Capital Management – che ha manifestato interesse per Alitalia – si è distinto per le operazioni audaci e per i buoni contatti con l’establishment Usa. Non a caso il chairman di Cerberus Global Investments è Dan Quayle, ex vice presidente degli Stati Uniti durante il mandato di Bush senior, mentre il presidente della società è John Snow, segretario al Tesoro con George W. Bush. Quanto al fondatore Stephen Feinberg, a inizio anno è stato fra i possibili candidati di Donald Trump per un ruolo nell’intelligence Usa.

Ad affidare a Cerberus un patrimonio da oltre 30 miliardi di dollari sono investitori pubblici e privati di ogni tipo, dai fondi sovrani a quelli pensionistici, dalle charities alle università. Molte le imprese in cui Cerberus si è avventurato in questi 25 anni, molte con profitto, altre decisamente impegnative. E’ il caso dell’acquisto nel 2007 di Chrysler LLC, al termine della sfortunata partnership con Daimler: per colpa anche della crisi globale e del conseguente crollo dei mercati automobilistici, Chrysler fu costretta a chiedere l’intervento del governo Usa ma alla sua uscita dal gruppo, nel 2011, Cerberus era riuscita a recuperare praticamente tutto l’investimento, grazie anche alla separazione delle attività produttive – in perdita – da quelle finanziarie, in attivo.

Sempre nel settore automotive Cerberus aveva acquistato nel 2006 per 7,4 miliardi di dollari il 51% di Gmac, la divisione finanziaria di General Motors, una avventura rivelatasi piuttosto onerosa per il fondo. Fra gli ultimi colpi nel settore l’acquisizione nel 2016 del fornitore automobilistico canadese ABC, con più di 6 mila addetti, mentre nel 2014 era stata la volta della francese Reydel.

E’ però sul fronte bancario che l’attività di Cerberus ha trovato maggiormente spazio in Europa, prima con l’acquisto nel 2006 della quota di controllo di Bawag Psk, una delle principali banche austriache, quindi nel 2016 con l’acquisizione da General Electric della sua controllata francese, attiva nel credito al consumo, trasformata quest’anno in un gruppo bancario autonomo, ribattezzato My Money Bank.

Ma la strada di Cerberus ha incrociato negli ultimi anni anche quella delle banche italiane, con una serie di interventi nel settore delle sofferenza. A fine settembre la controllata LP ha ceduto un portafoglio di mutui ipotecari a Banca Ifis, che a sua volta aveva collaborato nel 2015 con il fondo Usa per l’acquisizione da Monte dei Paschi di Siena di un portafoglio del valore nominale di 1,3 miliardi di euro. Da Unicredit, invece, gli americani hanno acquistato fra il 2013 e il 2015 portafogli per oltre un miliardo e mezzo di euro mentre nel 2016 era stata la volta di Bper di cedere a Cerberus, affiancato da Algebris, un portafoglio di sofferenze pari a circa 450 milioni di euro.

Più di recente il fondo americano è stato incluso nella short list per circa un miliardo di Npl della Rev Gestione Crediti, la bad bank dove sono confluiti i 10,3 miliardi di crediti difficili di Banca Etruria, Carichieti, Cariferrara e Banca Marche. Ma nel nostro paese Cerberus ha mostrato attenzione anche per gli investimenti nel real estate, come quello compiuto nel 2015 quando acquistò dal fondo Fip per 230 milioni di euro un portafoglio di immobili, incluse un paio di caserme.