Chiesa di Napoli, Don Mimmo Battaglia ad Assisi per una “tre giorni” di spiritualità

30
in foto l’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia (Imagoeconomica)

L’Arcivescovo Metropolita di Napoli, don Mimmo Battaglia, da oggi ad Assisi per una “tre giorni” con un gruppo di sacerdoti diocesani, per un tempo di grazia e di gioia, di approfondimento ulteriore del legame di conoscenza e di fraternità tra il Vescovo e i suoi presbiteri, attraverso una frequentazione ravvicinata, il dialogo, il raccoglimento, la riflessione, la preghiera e l’ascolto reciproco.
Guidati da Luca Lucchini, direttore della Domus Laetitiae e fondatore del movimento dei “Servi Inutili del Buon Pastore”, vivranno momenti di intensa spiritualità sui passi e sull’esempio di Francesco, portandosi nei luoghi più significativi della vita del Santo poverello, come l’Eremo, le Carceri, il Santuario della Verna, dove parteciperanno alla processione delle Stimmate.
La “tre giorni” si concluderà venerdì 15 con la celebrazione della Santa Messa presso la Tomba di San Francesco.
Così scrive l’Arcivescovo ai sacerdoti che saranno con lui ad Assisi: «Sarà un tempo in cui occorre avere gli orecchi attenti e gli occhi ricolmi di stupore affinché possiamo essere in ascolto di quanto il Signore vorrà dire al nostro cuore e lodarlo per le meraviglie che compie nelle nostre vite – ha fatto sapere l’Arcivescovo -. Meraviglie che impareremo a custodire e condividere nella fraternità tra tutti noi. Vorrei, infatti, che prima di ogni cosa, questo tempo fosse un tempo in cui prenderci cura della comunione tra noi, un tempo in cui andare in disparte per riposarci un po’ e sentire il Signore che ci parla sul cuore attraverso la vita di chi ci è accanto. Proveremo a raccontarci, a dire di noi, delle nostre fatiche e dei nostri sogni; proveremo a guardare alla nostra vita e al nostro ministero non come tanti “io” ma in quel “noi” che tesse le trame della nostra vita e della nostra storia, un “noi” che ci chiede di camminare insieme come fratelli, un noi che esige lo stare accanto senza che l’altro ci sia indifferente».