Chirurgia del ginocchio con il robot, la clinica San Michele di Maddaloni usa il sistema Rosa Knee: prima al Sud

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in foto Virgilio Barletta durante un intervento di protesi del ginocchio portato a termine con l'aiuto del sistema robotico "Rosa Knee"

L’innovazione tecnologia è sempre più a fianco dell’ortopedico, favorendo il posizionamento ottimale della protesi di ginocchio. La nuova piattaforma robotica si chiama “Rosa Knee” e la Casa di Cura “San Michele” di Maddaloni è la prima struttura sanitaria del Sud Italia ad utilizzarla nell’eseguire, riducendo il margine di errore, le resezioni ossee e il bilanciamento dei tessuti molli. Il sistema Rosa Knee assiste il chirurgo nell’identificazione degli assi di allineamento, che sono di fondamentale importanza per il corretto posizionamento e orientamento delle componenti protesiche.
Avere in dotazione uno strumento così all’avanguardia e performante rende la Clinica “San Michele” un centro di riferimento, perché a livello europeo sono poche le strutture sanitarie specializzate in chirurgia ortopedica che possono contare su un sistema di intelligenza artificiale così avanzato.
L’acquisizione del robot Rosa Knee è stata possibile grazie alla lungimiranza del presidente del Consiglio di amministrazione, Crescenzo Barletta, e di tutto il Consiglio direttivo. Doppia è stata la soddisfazione di Crescenzo Barletta sia come amministratore sia come ortopedico. Per poter utilizzare il sistema robotico Rosa Virgilio Barletta, responsabile del reparto di Ortopedia della struttura sanitaria maddalonese, unitamente ai suoi collaboratori – Mariano Borrelli, Giovanni Di Vico, Rosario Francesco Frasso, Andrea Merola, Arrigo Narducci, Antonio Pagnano e Salvatore Santagata e al personale infermieristico di sala operatoria – hanno dovuto praticare un approfondito training formativo, al fine di usufruire di uno strumento di alta precisione per la pianificazione chirurgica prima dell’intervento e per la costruzione di un modello anatomico tridimensionale (ricostruzione 3D) del ginocchio, utile al posizionamento e alla misura dell’impianto.
“Con l’applicazione di alcuni sensori sul ginocchio del paziente – spiega Virgilio Barletta – è possibile acquisire tutta una serie di informazioni dettagliate sulla morfologia, sull’asse di carico, sul range articolare e sulla stabilità dei legamenti del ginocchio. I dati acquisiti dai sensori vengono elaborati dal software del Rosa Knee così da riprodurre fedelmente in forma tridimensionale l’anatomia del paziente. Sul modello riprodotto il chirurgo può correttamente pianificare l’intervento apportando i necessari correttivi. Una volta pianificato l’intervento e stabilite le taglie dell’impianto protesico le informazioni vengono trasferite al braccio robotico che posizionerà le maschere di taglio che permetteranno il preciso posizionamento delle componenti protesiche riducendo i margini di errore”.
Con l’impiego di questa tecnologia i vantaggi per il paziente sono numerosi: vi sarà una maggiore accuratezza nel posizionamento delle protesi, una riduzione del dolore post operatorio e quindi una riduzione di assunzione di farmaci analgesici, una riduzione dei tempi di ospedalizzazione, un più rapido e completo recupero del movimento del ginocchio con una migliore propriocettività.
“La robotica è utilizzabile per tutti i pazienti con indicazione alla protesica di ginocchio – chiarisce Barletta – ed è particolarmente rivolta per il trattamento dei casi di maggior complessità ove bisogna ripristinare i parametri biomeccanici del tutto sovvertiti. Il robot ovviamente non sostituisce il chirurgo, ma lo assiste nella preparazione all’intervento e in sala operatoria, potenziando la precisione dell’esecuzione del gesto chirurgico nel rispetto dell’anatomia del singolo paziente”.