Chirurgia plastica, a Napoli boom del “ritocchino”

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Con l’arrivo dell’estate sempre più napoletani, sia uomini che donne, ricorrono al chirurgo plastico: a dirlo sono i dati rilevati dalla Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, che dopo il lockdown registra circa il 50% in più degli interventi soprattutto al viso per gli effetti dovuti all’uso della mascherina. A Napoli si segnala infatti un incremento del ricorso a pratiche mini invasive di medicina estetica, come filler e procedure per il ringiovanimento. A volere il “ritocchino” sono in particolare le ragazze tra i 16 e i 18 anni e le over 40, complice anche l’effetto social e influencer che spopolano in rete. In crescita sono inoltre gli interventi su glutei e lato B da realizzare sia con protesi, da ripetere dopo 5-10 anni, sia con grasso e infiltrazioni di acido ialuronico, adatto però solo per piccoli volumi. Tra gli altri “ritocchi” più richiesti mantiene una sorta di “primato” la mastoplastica additiva ossia l’aumento del volume del seno: per questa tipologia nel capoluogo campano dopo la pandemia c’è stato, secondo la Sicpre, un picco del 15-20% in più. In aumento poi la richiesta di trattamenti di epilazione definitiva con laser e luce pulsata. «Le ultime novità nell’ambito dei trattamenti con tecniche mini invasive – spiega Francesco D’Andrea, presidente Sicpre – sono rappresentate dalle metodiche biologiche rigenerative, che vanno a sostituire l’uso di farmaci e sostanze di origine sintetica». «Si tratta – prosegue – di tecnologie avanzate che sfruttano la capacità rigenerativa di aggregati cellulari (micro innesti), prelevati dallo stesso paziente e reiniettati nelle parti del corpo da trattare, per riparare tessuti danneggiati o invecchiati».

In foto Francesco D’Andrea