Chirurgia, un modello fisico-matematico per migliorare gli interventi: tra gli autori un medico campano

658
in foto Francesco Segreto

“Siamo partiti dagli interventi di lifting delle braccia che sono tra quelli ad alto rischio di complicanze cicatriziali: l’applicazione del modello fisico-matematico che abbiamo elaborato ci ha permesso di dimostrare come il posizionamento dell’incisione chirurgica in una sede specifica fosse associato ad una ridotta tensione sulla ferita, determinando una minore incidenza di cicatrici ipertrofiche”. Così il chirurgo plastico campano Francesco Segreto, 31 anni, un diploma ad Harvard e un’abilitazione come professore associato, spiega all’Ansa le applicazioni di un modello fisico-matematico in grado di simulare “le forze di tensione su una ferita”, grazie al quale è stato possibile modificare una tecnica chirurgica riducendone radicalmente le complicanze. “Attualmente – aggiunge Segreto, uno degli autori dello studio frutto di un gruppo di ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – stiamo sviluppando il modello perchè sia modulabile in base al tipo di intervento e alle caratteristiche del singolo paziente, includendo dispositivi ad hoc, personalizzati, che promuovano la guarigione e contribuiscano alla riduzione delle complicanze”. Dopo la medicina, quindi, anche la chirurgia adotta il paradigma “di precisione”, “ossia l’obiettivo di arrivare ad una chirurgia personalizzata, in cui tutti gli aspetti pre, intra e post operatori siano adattati alle caratteristiche del singolo paziente”. Il progetto è poi un concreto esempio di collaborazione interdisciplinare, sviluppato in stretta collaborazione tra i medici Paolo Persichetti, Giovanni Marangi, Pierfranco Simone, Francesco Segreto e gli ingegneri Simonetta Filippi ed Alessio Gizzi. Un ulteriore fronte d’innovazione, aperto dal progredire di tecnologie e ricerca scientifica, è quello della medicina rigenerativa. “Attualmente abbiamo già diverse metodiche nel nostro armamentario chirurgico – spiega Segreto – Il grasso corporeo, ad esempio, contiene un deposito di cellule staminali che possono essere d’aiuto in molte patologie. Recentemente, abbiamo elaborato una tecnica che ne permette la concentrazione in sala operatoria, con minima manipolazione, basso costo e nel pieno rispetto della legge italiana. L’iniezione di questo concentrato staminale ci ha permesso di velocizzare la guarigione di ulcere croniche non responsive ad altre terapie mediche”. La chirurgia moderna non è, quindi, semplicemente un atto tecnico, “bensì una scienza complessa in cui ricerca, tecnologia e personalizzazione si fondono per la cura del paziente” conclude Francesco Segreto.