Chirurgia vascolare, esperti a confronto al Neuromed

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Roma, 20 mar (AdnKronos Salute) – Negli ultimi anni la chirurgia vascolare ha avuto un’evoluzione ed una trasformazione radicali. Sul tema, il Neuromed di Pozzilli organizza un congresso dal titolo “L’evoluzione della chirurgia vascolare tra presente e futuro”, con validità Ecm per gli operatori sanitari. Un’occasione per approfondire e discutere, in particolare, i progressi nella patologia aneurismatica, del piede diabetico e del trattamento delle varici degli arti inferiori, l’unità operativa di chirurgia vascolare ed endovascolare dell’Irccs. Presidenti del Congresso sono Francesco Pompeo, primario dell’unità operativa complessa Chirurgia vascolare ed Endovascolare Irccs Neuromed e Pasquale Valitutti, consulente scientifico della stessa Unità.

L’incontro, la cui responsabilità scientifica è affidata a Enrico Cappello, responsabile dell’unità di Chirurgia endovascolare, accoglierà a Pozzilli i maggiori chirurghi vascolari italiani. L’appuntamento il 22 e il 23 marzo 2018, a partire dalle 16 il primo giorno e dalle 8.45 il secondo, nella sala Conferenze del Parco Tecnologico Neuromed.

Nata come costola della cardiochirurgia, la chirurgia vascolare ha assunto negli anni una dignità propria. Passata per un’era in cui il by pass e l’innesto erano i capisaldi del trattamento chirurgico, si è trovata ad affrontare un radicale cambiamento. Le tecniche mininvasive, sia in campo arterioso che venoso, hanno profondamente modificato l’approccio del chirurgo vascolare rendendolo, allo stesso tempo, esperto di tecniche vecchie e nuove che spesso si intersecano. Nel corso della due giorni a Pozzilli, tra le relazioni previste, ci saranno due letture magistrali che daranno agli iscritti la possibilità di capire quali evoluzioni si sono instaurate con l’avvento della tecnologia e quali figure nuove, esterne all’ambiente medico, si affacciano nel panorama delle patologie vascolari.

“Il corso non ha la pretesa di formare nuove figure professionali – spiega Francesco Pompeo – ma di dare lo spunto alla comprensione della complessità del mondo della chirurgia vascolare moderna. Il senso di questo incontro è quello di svincolarci dalla classica figura del chirurgo vascolare ed avvicinarci a quella più moderna di un coordinatore, capace di gestire il problema vascolare da tutti i punti di vista, scegliendo la tecnica migliore nell’ottica della medicina personalizzata”.

“Il titolo del congresso: l’evoluzione della chirurgia vascolare tra presente e futuro, evoca i profondi cambiamenti che la chirurgia vascolare ha subito negli anni”, afferma Enrico Cappello. “Basti pensare che le tecniche chirurgiche in poco più di un decennio sono state soppiantate da approcci endovascolari e mininvasivi. Essere chirurghi vascolari oggi, risulta estremamente complesso e sofisticato. Nel tempo, infatti, siamo stati in grado di evolvere la nostra pratica chirurgica da un’era a cielo aperto ad un’era a cielo coperto”.

“Questo processo pratico e mentale – aggiunge Cappello- ha rappresentato una trasformazione radicale paragonabile al passaggio dell’uomo dall’era preistorica a quella moderna. Abbiamo dovuto imparare un approccio completamente diverso alla malattia: prima utilizzavamo bisturi e forbici per ricostruire, oggi aghi e microcateteri per navigare nelle strade delle nostre arterie e vene. Questo dualismo ci consente di utilizzare tecniche vecchie e nuove, open ed endovascolari, adattando la migliore strategia al paziente e non adattando il paziente alle nostre incapacità”.