Chiusura dell’Ambasciata cinese in Turchia, quanti interrogativi

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In foto Yu Hogyang, ambasciatore cinese in Turchia

La Cina ha sempre più difficoltà con il mondo islamico e la cosa ovviamente si ripercuote su questioni economiche e sul buon andamento dei rapporti diplomatici. Alcuni mesi fa l’esplosione della bomba in una sede diplomatica Pakistana; le varie controversie che ne sono seguite e oggi lo scontro con la Turchia. L’ Ambasciata cinese in Turchia ha annunciato la chiusura temporanea del Consolato generale cinese a Smirne dopo lo scambio di dichiarazioni tra Ankara e Pechino sui diritti della minoranza uigura in Cina. “La controparte cinese ha deciso di chiudere temporaneamente il consolato generale a Smirne dal 28 febbraio, nell’ambito degli accordi comuni delle ambasciate e consolati all’estero, e ha notificato questo ad Ankara. La controparte turca ha detto che ha esercitato comprensione”, si legge in un comunicato, pubblicato sul sito web dell’ambasciata cinese a Ankara di cui l’Ambasciatore Generale S.E Yu Hongyang. È stato riferito che la decisione di chiudere il Consolato generale è stata presa per vari motivi, tra cui “l’efficienza e l’integrazione delle risorse”. Tutto il lavoro del Consolato ora lo svolgerà l’Ambasciata cinese ad Ankara. Il discorso sulle minoranze etniche nel mondo e’ oggi quanto mai un argomento controverso, perché esprime un razzismo diffuso che nasconde l’impossibilita di gestire unioni e politiche compatte. Alla base di tutto esistono i giochi economici ove non tutti riescono ad entrare, e le possibilità del mercato di tradurre questi fenomeni in concrete realtà di distensione. Occorre chiedersi a questo punto come si possa ancora dibattere sull’ingresso a pieno ritmo della Turchia nell’Unione Eurooea con tutte le conseguenze economiche e politiche che ne verranno e che prescindono dalla stessa politica statale di Ankara, prendendo le forme di quell’aria di irredentismo deciso che si trasforma a volta anche in odio verso l’occidente, che si respira da qualche tempo in Turchia.