Christmas Blues, quando la tristezza arriva durante le festività natalizie

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Vetrine, pubblicità, luci scintillanti, addobbi e auguri: tutto ci comunica che siamo nel periodo più dolce e leggero dell’anno, le feste; che a molti ha il profumo di festa e di gioia, ma ad altri questo periodo rappresenta una vera e propria odissea fatta di stress, ansia, malinconia e tono dell’umore basso. Si chiama “Christmas Blues” – “la depressione natalizia” che con sé porta insonnia, pianto, pensieri negativi e anedonia. La depressione natalizia è più frequente di quanto si possa credere e paradossalmente essere circondati da luci sfavillanti ed alberelli colorati, a molti capita di sentirsi profondamente tristi. Gli esperti distinguono la sindrome dalla depressione stagionale, il Christmas blues è direttamente collegata al periodo festivo: un vero e proprio “tour de force” di convenzioni sociali e festeggiamenti “obbligati” e porta con sé una profonda tristezza accompagnata anche da crisi di pianto. In prossimità delle feste si vede la propria condizione in un’ottica più pessimistica, si rimugina sulle proprie sofferenze: situazioni sentimentali, lutti, malattie e ci si focalizza su ciò che non si ha. E l’anno che si conclude diventa occasione di conti e bilanci ed i pensieri negativi prendono il sopravvento, sino a far provare sensi di colpa e sentimenti spiacevoli. La condizione di disagio è diffusa soprattutto in soggetti che soffrono d’ansia o di depressione: il malessere si accentua e così i sintomi la fanno da padrone: stanchezza, irritabilità, disturbi psicosomatici che diventano anche scusa per divincolarsi da impegni percepiti come obbligo e non come piacere: inviti a cene di amici e parenti. Così il Natale diventa il volto triste e scaturisce da fattori alla base come i cambiamenti climatici ed ambientali, l’alterazione dei regolari ritmi di vita non per scelta ma per induzione sociale, ma anche eventi nostalgici e drammatici che ancora non sono stati elaborati, pressione economica. Se le festività evocano un certo malessere, è importante non fare finta di nulla, ostentando felicità, ma considerandolo e comprendendolo come un segnale di disagio reale, cercandone le radici personali ed emotive. E questo periodo può diventare un momento di riflessione e di ascolto di se stesso, ma con piccoli accorgimenti è possibile superare il senso di profonda tristezza che ci pervade durante il periodo natalizio. Bisogna fissarsi un proprio budget di spesa per i regali, senza fretta e senza corsa, partecipando agli eventi che ci attraggono, che ci piacciono e se gli inviti sono malinconici e la compagnia non ci piace è bene imparare a dire di “no”. E’ importante anche imparare ad ascoltare e ad accogliere le proprie emozioni: provare malinconia durante il periodo festivo non significa essere “sbagliati” e dobbiamo necessariamente adattarci al contesto, ma al contrario viverlo come un momento di confronto con chi amiamo, sperimentando la condivisione e lenire il senso di solitudine e di sviluppare resilienza. Abituarsi a “lasciarsi andare” abbandonando il pensiero costante degli errori o dei problemi, evadere ogni tanto è un aiuto prezioso. Rimanere agganciati al “qui ed ora”: intorno a noi ci sono cose, emozioni, persone, delle quali non riusciamo a godere appieno, se naufraghiamo nei pensieri del passato e di ciò che abbiamo perduto o nelle ansie per il futuro e di quel che potrebbe succedere. E’ bene anche godere delle ore di luce, una passeggiata di almeno un’ora all’aria aperta. Durante il Christmas blues è importante mantenere un contatto con la propria quotidianità senza dimenticarsi tutto l’anno il ruolo che si ricopre. Prendersi cura di sé, dedicando tempo ed attività piacevoli, alla cura del proprio corso, alla lettura o al cinema, ai propri hobbies, magari facendosi un piccolo regalo. Nutrire la propria flessibilità, ridimensionando l’importanza del periodo natalizio e provando a vivere le feste non come un’imposizione, ma come una scelta, compiersi in modo coerente con i propri valori.