Ci-Lam, una serra intelligente all’ombra del Vesuvio

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in foto gli ingegneri del progetto

Un orto domestico completamente autogestito grazie a un sistema intelligente di sensori: a progettarlo sono stati 14 ingegneri, sei della Tsinghua University di Beijing e otto del Dipartimento di Ingegneria elettrica e dell’Informazione della Federico II di Napoli, che hanno lavorato gomito a gomito nei laboratori del D.re.a.m. FabLab (Design and REsearch in Advanced Manufacturing) di Città della Scienza. Il prototipo e verrà presentato in occasione della “Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione” in programma a Napoli il 22 e 23 ottobre. Il workshop sulle serra intelligente è il primo frutto del “Ci-Lam Joint Lab” (China-Italy Joint Lab on Advanced Manufacturing), laboratorio di ricerca e di formazione congiunto italo-cinese incentrato sui temi della Fabbrica Intelligente nato in occasione dell’edizione 2017 della Settimana dell’Innovazione Italia-Cina tenutasi lo scorso novembre a Pechino.
Più nel dettaglio gli studenti si sono impegnati nella programmazione firmware di schede a microcontrollore per la realizzazione di serre per pareti idroponiche. Sicura, pratica e poco dispendiosa, la coltivazione idroponica permette di coltivare ogni tipo di pianta senza utilizzare il terreno e per questo sta conoscendo un grande successo nei centri urbani. “Stiamo mettendo a punto – spiega Amleto Picerno Ceraso, coordinatore del D.re.a.m FabLab – un sistema capace di autoregolarsi per alimentare piccole coltivazioni di vegetali e ortaggi adatte a un consumo quotidiano. Grazie a sensori e algoritmi, la serra capisce i bisogni nutrizionali delle piante, per esempio di sali e minerali, e ne regola il rilascio. In questo modo gli ortaggi crescono in modo corretto, salubre e senza richiedere particolare assistenza. La tecnologia e, in particolare la manifattura avanzata, ha un impatto concreto e diffuso sulla nostra qualità di vita e questo è solo un piccolo esempio di quello che oggi è possibile fare con stampanti 3D e innovazioni già collaudate”. Insieme a Picerno Ceraso, a coordinare gli studenti Giovanni Breglio, docente del Dipartimento di Ingegneria elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione.