Ci vuole creazione di fiducia logica

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“Quando un uomo afferma che egli promette qualche

cosa, ciò che, in effetti, sta esprimendo è la sua

risoluzione a compierla;

e insieme con ciò attraverso l’uso di questa

forma delle parole, si

sottomette alla punizione di non essere mai più

oggetto di fiducia nel caso in cui venga

meno alla promessa fatta”

(Hume, 1704)

Questa frase di Hume sembra non valida per la politica, perché ogni volta si riapre la fiducia come conseguenza di una sfiducia. Ora in città, a Napoli, c’è una nuova mappa del potere ma nulla servirà per il miglioramento se non sarà usato per progettare miglioramenti diffusi della qualità della vita e dare senso consistente a una fiducia formale. La fiducia è capitale sociale e il potere ha senso se sviluppa il capitale, come condizione per ottenere i risultati. Mi rendo conto che in molti diciamo sempre le stesse cose, con questa, alla fine stucchevole, intonazione incitativa; ma non possiamo che dire le stesse cose, se sono sempre le stesse cose che mancano. Non è che se uno ha bisogno d’acqua alla fine si stanca di chiederla e gli passa la voglia di bere. Le logiche, i principi e alcuni bisogni non passano di moda. Diciamo sempre le stesse cose nella speranza che avvenga la straordinaria innovazione: fare quello che si afferma che deve essere fatto. Qualcosa per la verità sta accadendo, ma sono minime cose rispetto agli investimenti realmente traumatici, intensamente culturali che servirebbero. Continuiamo a dirlo: Napoli è il luogo, dove esiste un patrimonio di valore storico, sociale, di arte, unico al mondo che rivela una bellezza dell’anima, dei luoghi, e delle persone dei tempi. C’è in questa città un mistero nascosto ma narrabile di echi lontani e orizzonti futuri di magia diffusa che può generare un tempo presente vitale che potrebbe rappresentare motivo di benessere e anche di sviluppo socioeconomico per questo territorio e per la nazione, per sempre. Ma prevalgono la sfiducia e la paura, e la tendenza a logorare i rapporti a evitarli, a isolarsi in forme di solitudine coatta o socializzazioni strumentali obbligatorie. L’ambizione di un potere positivo e generativo dev’essere di far condividere storia e progetti, quelli che si dicono da anni, creando e cercando la fiducia, avendo la convinzione che questa sia una strada maestra per consentire la rinascita della città verso una migliore qualità della vita. Si deve aumentare il protagonismo diffuso e il sentimento di responsabilità da chi ha il potere nei vari contesti socio istituzionali per progetti di benessere creando cittadini appartenenti che abbiano parte per un processo di civiltà, che ne diventino titolari e che abbiano fiducia in loro, tra loro e in chi li guida . “… Se le persone vogliono cambiare, il loro ambiente è necessario che cambino se stessi e le loro azioni: i problemi che non si risolvono sono problemi non risolti poiché i leader si occupano di tutto tranne che di cambiare ciò che fanno e dicono”. Spesso il punto chiave è che non c’è condivisione anche per mancanza di capacità di comunicazione (mettere in comune un senso), allora si deve: 1. Dare un significato alle cose che si vogliono fare, avendo capito intensamente quali sono quelle prioritarie; 2. Tradurlo in comunicazione efficace per la gran parte delle persone coinvolgendole per le parti che le riguardano allo scopo di aumentare il sentimento di corresponsabilità; 3. Aumentare le competenze per realizzare quello che si dice e proporre modelli ed esempi di comportamento etici. Si deve, in modo strutturato e consistente, avviare un percorso che determini una cultura della fiducia Napoli come qualcosa “buono da pensare” e “utile e bello da fare”.