Cia Campania, Scannavino: Resto al Sud non funziona su terre incolte

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“I decreti su Resto al Sud per la parte dell’agricoltura vanno bene sulla parte degli sgravi contributivi ma l’assegnazione delle terre demaniali ai giovani non risolve il problema occupazionale”. Lo ha detto Secondo Scannavino, presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) a margine del congresso dell’associazione in Campania. “Gli sgravi – ha spiegato Scannavino – sono importanti sia per il datore di lavoro che per i lavoratori e contribuiscono a dare una risposta al problema occupazionale. L’assegnazione di terre demaniali non risolvono problema: anche apprezzando lo sforzo del governo bisogna sottolineare che le terre assegnate da Ismea vengono tolte agli assegnatari che sono però ancora sul fondo. Quindi ci danno terre che sono occupate senza poi seguire la parte formale che è importantissima. Ci vogliono invece forme affiancamento tra giovani e vecchi agricoltori che non hanno figli o fanno altro, in questo modo non si svaluta la proprietà, che rimarrebbe alla famiglia del cedente, ma si permette agli agricoltori giovani di entrare nel sistema agricolo, altrimenti avremo giovani preparati, entusiasti ma con poca terra, che faranno quindi piccole colture o apicoltura, mentre ci vogliono giovani con grandi terre, così si alimenta l’agricoltura”. Sulle richieste alla politica in campagna elettorale, Scannavino, spiega che “il problema è la burocrazia, c’è necessità di semplificare e innovare non solo tecnologicamente ma anche sugli strumenti per rapporti tra agricoltori e pubblica amministrazione. Oggi c’è una situazione drammatica in particolare riguardo ad Agea che è detentore dei fondi Ue che sono degli agricoltori ma li usa a suo uso e consumo. Bisogna poi snellire i psr, perché siano davvero utili allo sviluppo delle imprese e alla loro competitività. E poi c’è la debolezza dei produttori di materia prima: l’Italia è forte, fa 40 miliardi di export, a cui la Campania contribuisce in maniera significativa, ma gli agricoltori guadagnano troppo poco. Dobbiamo trasferire ricchezza e su questo la politica deve aiutarci: in questa campagna perché senza gli agricoltori non ci sarebbe l’agroalimentare italiano”.