Cibernetica e telemedicina, dal Sud il cervello del futuro

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A cura di Cristian Fuschetto

Elaborare nuovi linguaggi per permettere l’interazione cervellocomputer, creare innovativi dispositivi di intelligenza artificiale simili ai network neuronali veri e propri, produrre neuroprotesi sempre meno invasive per la cura dei pazienti affetti da malattie neurologiche. Sono solo alcune delle linee di ricerca di Cyberbrain, promosso a pieni voti nella graduatoria del Pon Ricerca e Competitività. Il polo d’innovazione targato Neuromed, al decimo posto tra i quarantasette presentati, vedrà la sua realizzazione entro l’anno a Lo Uttaro, nel casertano, con tre laboratori in uno spazio di 500 metri quadri: un oasi proiettata nel futuro in una terra costretta spesso a fare i conti con un difficile presente. Verso la telemedicina La tecnologia che integra l’attività dei tre laboratori si baserà su elettrodi da applicare sulla testa o da impiantare nel cervello, per captare i segnali delle onde cerebrali. A loro volta, questi ultimi saranno analizzati e tradotti in altrettanti segnali digitali da trasmettere in wireless a un dispositivo artificiale. Nell’ambizioso progetto, del valore di 12,4 milioni di euro, la Fondazione Neuromed sarà affiancata da prestigiosi enti di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale come la Fondazione Neurone, l’Albany Medical College Hospital, lo Iemest – Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, la General Electric, la BTS Engineering e la A-Circle. “Il progetto Cyber Brain – spiega il responsabile Fabio Sebastiano del Neuromed – intende potenziare le strutture di ricerca dei soggetti partner attraverso la realizzazione di una piattaforma biotecnologica collocata in Campania e in Sicilia da dedicare alla Neuro Cibernetica. Cyber Brain sarà mirato alla realizzazione di un’infrastruttura di eccellenza nel Mezzogiorno ed a livello internazionale, attraverso l’acquisizione di tecnologie all’avanguardia e fortemente innovative nell’ambito delle neuroscienze e la messa in rete di sistemi di telemedicina, telediagnosi e telecontrollo per la gestione in remoto di sistemi impiantabili su scala nazionale, europea e internazionale, creando nuovi mercati ancora inesplorati”. Neuroprotesica, robotica riabilitativa, human computer interface, chirurgia robotica, telediagnosi e telecontrollo non saranno più sostantivi futuristici, ma una reale opportunità per la medicina di domani. Basti pensare che i microchip impiantati nel cervello potranno trasmettere informazioni in tempo reale tra medico e cittadino o tra medico e medico, consentendo al clinico il controllo remoto dei dispositivi biomedicali e l’intervento a distanza. Una notte da scienziati L’impegno del centro molisano continua, intanto, sia sul fronte della ricerca pura che quello della divulgazione con due appuntamenti di rilievo. Poco più di una settimana e il Neuromed aprirà le porte del suo Parco Tecnologico ai cittadini venerdì 26 settembre prossimo a partire dalle 9:30 e fino a tarda sera, andrà in scena la Notte dei Ricercatori. Molti gli eventi in programma: una mostra fotografica su Rita Levi Montalcini, e una sugli effetti della Dieta Mediterranea, apertura dei laboratori dove si potranno scoprire insieme ai ricercatori i segreti dei geni e delle molecole, dentro di noi, così come quelli dei corpi più grandi e più lontani del cielo stellato. “Siamo orgogliosi – osserva il presidente dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Erberto Melaragno di far toccare con mano la scienza, facendo scendere in campo in prima persona i nostri ricercatori, per mostrare al mondo il fascino di un’attività così nobile e anche i tanti risvolti di quella che in fondo è pur sempre una professione”. Neuromed fa ricerca con e per la clinica: quella che viene definita ricerca traslazionale. Una caratteristica ricordata da Edoardo Romoli, direttore sanitario della clinica che sottoline: “Ricerca, clinica e didattica rappresentano i tre pilastri dell’Istituto tenuti insieme proprio dalla ricerca traslazionale. Oggi la sanità tende sempre più verso la multidisciplinarietà degli approcci”. Romoli porta ad esempio l’ultima tecnologia messa a punto al Neuromed grazie all’approccio multidisciplinare: quella della Brain Computer Interface applicata, per la prima volta in Italia, nella terapia chirurgica dell’Epilessia. Il congresso internazionale Tornando sul fronte delle ricerca, dal prossimo 28 settembre al 3 ottobre si terrà a Taormina l’ottavo Congresso Internazionale sui Recettori Metabotropici del Glutammato, patrocinato dal Neuromed, meeting che dal 1993 si svolge con cadenza triennale, rappresenta il punto di riferimento mondiale per questo specifico settore delle neuroscienze. Un vero crocevia internazionale tra le ricerche più avanzate e le possibili applicazioni cliniche, come sottolinea Ferdinando Nicoletti, organizzatore del congresso, responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed e ordinario di Farmacologia dell’Università La Sapienza di Roma, che nel 1986 ha contribuito alla scoperta degli mGlu: “Le principali aziende farmaceutiche che investono nelle neuroscienze partecipano al meeting ed inviano i loro ricercatori per la presentazione di dati sperimentali e clinici. Si tratta di un congresso in cui la rappresentanza di studiosi stranieri eccede di gran lunga quella degli italiani, con una prevalenza di ricercatori di altissimo livello provenienti dagli Usa da tutti i paesi europei, dal Giappone, dalla Cina, dalla Corea e dall’Australia”.