Cida: “Bene nuovi concorsi pubblici per dirigenti-manager”

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Roma, 13 dic. (Labitalia) – “Finalmente i concorsi per i dirigenti pubblici si aprono a criteri di selezione e valutazione tipici del manager: un passo in avanti nella ‘contaminazione’ fra pubblico e privato per dare origine a una figura manageriale moderna, completa ed europea”. Lo afferma Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione del manager e delle alte professionalità pubbliche e private, commentando il varo del decreto Madia che fissa nuovi criteri per i concorsi dei dirigenti pubblici. “Il decreto, firmato dai ministri della Funzione pubblica e dell’Economia, deve essere registrato dalla Corte dei Conti”, spiega Ambrogioni.

“Ma prima ancora della sua concreta attuazione, esprimiamo apprezzamento -continua- per la scelta politica che ha consentito di superare i ‘vecchi’ concorsi spesso basati sul nozionismo e sul formalismo. Nessuno mette in discussione la necessaria competenza giuridica che i dirigenti pubblici devono possedere, ma il concorso deve saper selezionare e mettere alla prova le attitudini ad affrontare e risolvere i problemi concreti. Quindi, non ha senso proporre ancora lo svolgimento di temi o impostare prove orali nozionistiche: i concorsi pubblici devono servire a valutare una classe dirigente in grado di gestire la ‘res publica’ come fosse un’azienda”.

“Bene anche il ruolo -spiega ancora Ambrogioni- riservato alla Scuola nazionale dell’amministrazione, cui auspichiamo percorsi formativi di livello europeo e con una forte connotazione al business, perché il nuovo modello di concorso per dirigenti pubblici deve necessariamente poggiare su solide basi teoriche e giuridiche. Nel senso che deve costituire un ‘prototipo’ da poter applicare a tutti i livelli della pubblica amministrazione e deve valere per tutti i concorsi della Pa”. “E’ un modo per rafforzare l”impalcatura’ dell’apparato statale e accettare senza timidezze il confronto con il mercato. E’ attraverso l’operato di questi nuovi manager pubblici che diventa possibile dare concrete possibilità di successo alle riforme varate in questi anni, da Industria 4.0, alla buona scuola”, conclude Ambrogioni.