Cida: “Servono stabilità politica e manutenzione”

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Roma, 15 lug. (Adnkronos/Labitalia) – “Serve stabilità e un’operazione di ‘manutenzione’, sia delle infrastrutture, sia delle politiche di welfare”. Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, al Viminale durante l’incontro fra le parti sociali con il ministro degli Interni, Matteo Salvini, e una delegazione di esponenti della Lega.

“La stabilità politica e sociale serve a evitare che gli auspicati incrementi di pil e di reddito individuale si trasformino in un aumento di risparmio, spinto dall’incertezza del futuro, invece di trainare la domanda e i consumi. Poi occorre una capillare manutenzione della rete infrastrutturale fisica, dai trasporti all’ambiente, per restituire efficienza e sostenibilità al Paese. Questa operazione, inoltre, deve andare di pari passo con una sostanziale rivisitazione del nostro sistema di welfare. L’obiettivo -ha spiegato il presidente di Cida illustrando le proposte di politica economica che saranno sintetizzate in un documento che verrà consegnato al ministro nei prossimi giorni- è rendere più moderno il Paese, eliminando sacche di inefficienza. In questo ambito le risorse disponibili dovrebbero essere destinate soprattutto alla sanità e all’istruzione, scolastica e universitaria, e anche alla formazione continua, necessaria a mantenere aggiornate le competenze. Auspichiamo invece che non s’intervenga più sulla previdenza, e sarebbe una novità, negli anni recenti”.

“In premessa abbiamo esplicitato la nostra convinta scelta europeista, sia verso le istituzioni sia verso la moneta unica, che prevede anche una politica dell’accoglienza verso i flussi migratori regolari. Più nel dettaglio abbiamo espresso le nostre perplessità – condivise unanimemente da tutti i partecipanti al tavolo – sul salario minimo, che non considera il welfare contrattuale e rischia di ridurre nel tempo i salari. Quanto alla flat tax dipende dai dettagli della realizzazione: se dovesse ridurre o eliminare le agevolazioni del welfare contrattuale creerebbe danni gravi a un sistema integrato solidaristico, fondamentale per la sostenibilità del welfare”, ha detto Mantovani, che ha poi concluso ricordando che “tra i nostri rappresentati c’è una parte di quel 12,28% di italiani che paga quasi il 60% dell’IRPEF. Siamo sempre pronti a fare la nostra parte e non chiediamo favori particolari, ma solo di essere ascoltati di più sulla destinazione delle nostre tasse”, ha concluso Mantovani.