Cilento, vasta operazione di bonifica dei fondali marini

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In foto l'area di Costa degli Infreschi

Quasi un chilometro di reti fantasma che continuavano a catturare organismi marini e sradicare la posidonia oceanica. Sono state rimosse nel weekend scorso nelle aree marine protette di Castellabate e Costa degli Infreschi, in pieno Parco Nazionale del Cilento. Intrappolati diversi pesci e organismi, quali stelle marine e granchi, ancora vivi che sono stati liberati e rimessi in mare. E’ il bilancio della prima operazione che vede l’Area Marina Protetta di Punta Campanella esportare una buona pratica che si svolge periodicamente da anni in costiera, insieme al comune di Sorrento, diving, associazioni e Forze dell’Ordine. Il Parco Marino della penisola sorrentina ha organizzato e coordinato le attività insieme al Parco Nazionale del Cilento, nell’ambito di una collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi. Hanno partecipato alle attività sub della FIAS (Federazione Italiana Attività Subacquee), i diving Sub Mania Agropoli, As Sub Cilento e Continente Blu e diversi pescatori del territorio. La collaborazione tra Parco Nazionale del Cilento e Area Marina Protetta di Punta Campanella va avanti da qualche mese e ha come obiettivo principale quello di perseguire gli obiettivi della Marine Strategy, la direttiva europea che chiede ad ogni Stato di mettere in atto, per ogni regione o sottoregione marina, una strategia e un programma di misure idonee a mantenere o ripristinare un buono stato ambientale del mare. Nei prossimi mesi le attività proseguiranno con monitoraggi e nuovi interventi.