Cina, al Politecnico di Torino la progettazione della nuova città di Lishui

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Il Politecnico di Torino ha vinto, su 93 candidature internazionali, il terzo premio del concorso di urban design “Future ShanShui City: Dwellings in Lishui Mountains”, indetto dalla municipalità di Lishui rientrando pertanto tra i tre gruppi che nei prossimi anni affiancheranno l’amministrazione nel definire le direzioni urbanistiche e architettoniche della nuova città cinese. L’ateneo torinese ha partecipato con il Dipartimento di Architettura e Design (Dad) come capofila e con il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (Dist) con 44 tra docenti, ricercatori, dottorandi e studenti che hanno lavorato al progetto. La proposta è stata illustrata attraverso 277 tavole grafiche ed è partita dal presupposto che la valle al centro dell’area rappresenta oggi uno dei pochi spazi agricoli ancora disponibili nella provincia dello Zhejiang e che per questo vada salvaguardata e valorizzata. Il progetto – dal titolo “ProsperousLishui” – ha definito due spazi complementari: al centro, una grande valle, dove ad una produzione agricola intensiva si affiancano centri logistici e di ricerca, collegati da trasporti via acqua (per le persone) ed aerei (per i prodotti agricoli) e sulla pendice delle montagne circostanti è stata progettata una città lineare, dove i nuovi insediamenti residenziali e le infrastrutture si integrano lungo i declivi. L’intero sistema è basato su mobilità lenta, corridoi ecologici e la conservazione delle strutture insediative esistenti. La ricerca di un rinnovato equilibrio tra città e campagna, non solo nelle “forme” del paesaggio ma anche sul piano economico e sociale, è stata la sfida principale del concorso. Il rettore Guido Saracco ha così commentato il prestigioso riconoscimento: “Questo premio consolida ancora di più la reputazione del nostro Ateneo in Cina, dove siamo di fatto un punto di riferimento istituzionalmente riconosciuto. Per poter ampliare ulteriormente le collaborazioni e il nostro impatto sul territorio cinese stiamo progettando insieme a Fondazione Links una legal entity a Pechino, che ci consentirà di sfruttare al meglio le tante occasioni di ricerca applicata e di mercato che offre questo Paese”.