Cina, allarme della Camera di Commercio italiana: Le nostre imprese in difficoltà col lockdown

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Le nuove restrizioni del governo cinese legate alla diffusione della pandemia da Covid-19 hanno avuto un duro impatto sulle aziende italiane operanti in Cina, con notevoli perdite di fatturato e gravi rischi associati alla logistica, tanto che il 40% delle imprese è incerta sul suo futuro nella nazione. È questa l’immagine restituita dal report della Camera di Commercio Italiana in Cina sull’impatto del Covid-19 sulle nostre aziende, frutto di due sondaggi – il primo dal 16 al 22 marzo ed il secondo dal 15 al 21 aprile – a cui ha partecipato circa il 50% della base associativa della Camera di Commercio, che conta ad oggi oltre 580 imprese.

Il 78% delle aziende intervistate erano piccole e medie; la metà di questa erano parte dell’industria manifatturiera, seguita dal settore dei servizi (20%), mentre le restanti provenivano dai settori automobilistici, agroalimentare, del fashion etc. Al 21 aprile, il 77% delle imprese localizzate nella Cina Orientale ha dichiarato di essere sottoposto a un regime di lockdown; in generale, più dell’85% degli intervistati lamentano un lockdown, totale o parziale, dei loro clienti, l’82 % dei loro fornitori, mentre il 76 % riporta il blocco dei loro impiegati.

Inoltre, molte aziende lamentano le difficoltà di trasporto dei materiali, causate dalle restrizioni, con conseguenti ritardi nella produzione, tanto che una azienda su due ha ritardato di oltre 2 settimane le proprie consegne, mentre una porzione più piccola (27%) di oltre un mese. Quasi l’80% degli intervistati ha anche sottolineato un generale aumento dei prezzi, tra il 30 ed il 50%.

Tra le tante difficoltà ci sono anche quelle legate alla mobilità: l’80% delle aziende ha infatti sottolineato le difficoltà di spostamento tra Cina e Italia, e questo rende molto difficoltoso l’arrivo di personale qualificato dalla nostra nazione. In generale, più della metà delle aziende sono molto poco fiduciose nel futuro, tanto che il 39% non riesce ad individuare una data per la fine delle restrizioni; per questo motivo, prevendono anche una diminuzione del fatturato del 20% e dei profitti del 50% nel corso del prossimo anno.

Per questo, il 36% delle compagnie è incerta sul continuare ad investire nella nazione, mentre il 48% ha già diminuito, o addirittura interrotto, gli investimenti nella zona. Infine, il 16% delle aziende ha già deciso di spostare le proprie operazioni fuori dalla nazione se le restrizioni continueranno. Ad essere stato particolarmente colpito è il settore agroalimentare, tanto che il 61% delle aziende non sa se riuscirà a riprendersi da questo periodo.