Cina e Usa affondano l’Asia, Tokyo limita i danni

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Il punto. Il Ftse Mib segna -0,13%, il Ftse Italia All-Share -0,15%, il Ftse Italia Mid Cap -0,27%, il Ftse Italia Star -0,32%.
Mercati azionari europei in rosso. DAX -0,3%, CAC 40 -0,3%, FTSE 100 -0,4%, IBEX 35 -0,2%.
Euro in ripiegamento dai massimi di ieri pomeriggio contro dollaro a 1,1349, tocca il minimo da fine aprile a 1,1262.

Mercati obbligazionari eurozona in lieve flessione. Il rendimento del Bund decennale sale di 1 bp. allo 0,15%, anche quello del BTP sale di 1 bp all’1,54%. Lo spread è stabile al 139 bp.
Future sugli indici azionari americani in parità. 
Tokyo poco mossa con l’indice Nikkei 225 che chiude a -0,05%. Borse cinesi i n calo: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a -0,58% circa, l’indice Hang Seng di Hong Kong al momento segna -1,9% circa. 
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,94%, Nasdaq Composite -1,25%, Dow Jones Industrial -1,02%.
John Williams, presidente della Fed di San Francisco, ha confermato ancora una volta la sua valutazione ottimistica sull’economia USA. Williams ha ribadito la sua visione per due, tre rialzi dei tassi entro la fine dell’anno, lasciando la porta aperta per una decisione in tal direzione già nel meeting di 14-15 giugno. Convinzione che si confronta con aspettative dei mercati limitate al 15% per un aumento in giugno e al 50% per settembre.


Borse asiatiche
Cina e Usa affondano l’Asia. Tokyo limita i danni grazie al dato sul Pil. Si ferma a tre la serie di sedute positive per i mercati dell’Asia. Dietro al declino il rafforzamento del dollaro in scia a dichiarazioni ottimistiche da parte di rappresentanti della Federal Reserve che rendono più probabile un rialzo dei tassi Usa. 

Le perdite maggiori, però, sono quelle delle piazze cinesi a causa di motivazioni politico-finanziarie. I media locali avevano ipotizzato nelle ultime settimane che Zhang Dejiang, numero tre del Partito comunista, avrebbe fornito indicazioni circa il progetto d’integrazione tra le piazze di Hong Kong e Shenzhen, mossa che potrebbe generare entusiasmo sui mercati cinesi secondo gli addetti ai lavori. Zhang, parlando a Hong Kong, non ha fatto però menzione del programma concentrandosi esclusivamente sul progetto di Pechino Belt e Road, che ha l’obiettivo di sviluppare commercio e collegamenti infrastrutturali tra la Cina, il resto dell’Asia e l’Europa. 
A deprimere i mercati hanno contribuito anche timori legati al comparto obbligazionario. Zhang Xin, analista di Guotai Junan Securities, ha detto al Wall Street Journal che i regolatori di Pechino potrebbero imporre maggiori controlli sulle fonti di finanziamento degli emittenti di bond. Il risultato, in vista della chiusura degli scambi, sono perdite dell’1,50% e dell’1% circa, rispettivamente per Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300, mentre è superiore al 2,50% il declino dello Shenzhen Composite.

E Hong Kong si allinea alla performance di Shanghai: l’Hang Seng è in declino infatti di circa l’1,50% (come pure l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).
Complessivamente la seduta è in deciso arretramento per la regione, come conferma il deprezzamento intorno allo 0,80% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. 
In controtendenza è però Tokyo, che ha limato gran parte delle sue perdite grazie all’indebolimento dello yen immediatamente successivo alla pubblicazione del dato sul Pil del primo trimestre. Il recupero riesce però solo in parte: il Nikkei 225 chiude infatti in declino dello 0,05% a fronte del progresso dello 0,19% dell’indice più ampio Topix.

 

Borsa Usa
A New York i principali indici ieri hanno chiuso la seduta in netto ribasso. Il Dow Jones ha perso l’1,02%, l’S&P 500 lo 0,94% e il Nasdaq Composite l’1,25%. 

La ripresa dell’inflazione ha riacceso i timori sulla politica monetaria della Fed ed in particolare sul rischio di un rialzo dei tassi di interesse. Nel mese di aprile l’indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% rispetto a marzo. Su base annuale l’indice ha registrato un incremento dell’1,1%. L’indice Core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una variazione positiva pari allo 0,2% rispetto al mese precedente (consensus +0,2%).

Su base annuale l’indice è salito del 2,1%. I nuovi cantieri residenziali sono cresciuti nel mese di aprile passando a 1172 mila unità da 1099 mila unità. Il dato è superiore alle attese degli analisti che si aspettavano un valore pari a 1127 mila unità. Aumentano anche le Licenze edilizie scese a 1116 mila unità da 1077 mila unità (consensus 1130 mila unità). 
La Federal Reserve ha reso noto che nel mese di aprile la Produzione Industriale ha evidenziato un incremento dello 0,7% rispetto al mese precedente. Il dato è risultato superiore alle attese, fissate su un progresso dello 0,3%. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva si è attestato al 75,4%, superiore alla rilevazione precedente (74,9% rivisto dal 74,8%).

 

Italia
L’indice Ftse Mib ieri ha chiuso la seduta con una ribasso dell’1,34% a 17.498,88 punti.

Seduta da dimenticare per Banco Popolare (-6,56% a 4,302 euro) e Bpm (-5,48% a 0,5085 euro) dopo la presentazione del piano industriale 2016-2019. 
Nel comparto bancario le vendite hanno colpito anche Unicredit (-1,95% a 2,814 euro) e Popolare dell’Emilia Romagna (-1,37% a 4,31 euro). 
Telecom Italia ha tirato il freno archiviando la seduta con una discesa del 2,69% a 0,849 euro. Tonfo per FCA (-6,67% a 6,295 euro) in scia ad un report di Exane che ha accentuato i timori su una possibile frenata del mercato automobilistico statunitense. 
Bene invece Mediaset (+3,02% a 3,82 euro) il cui titolo ha sfruttato alcuni giudizi positivi da parte delle case d’affari: in particolare Mediobanca ha confermato il giudizio outperform sul titolo del Biscione, mentre Berenberg ha ribadito il giudizio d’acquisto.

 

I dati macro attesi di oggi 
Mercoledì 18 maggio 2016

01:50 GIA PIL (prelim.) trim1;
03:30 CINA Indice prezzi abitazioni apr;
10:30 GB Retribuzioni medie mar;
10:30 GB Tasso disoccupazione mar;
11:00 EUR Inflazione (finale) apr;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;

20:00 USA Verbali FOMC (Fed).