Cina, Ferragamo: il mercato asiatico traina l’export nonostante il Covid

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In questo periodo in cui i ricavi per i settori fashion sono in netto calo anche la Salvatore Ferragamo ha dovuto cedere alla pandemia. Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo ha registrato una flessione dei ricavi del 38,5% il canale distributivo retail ha registrato, al 30 settembre 2020, ricavi consolidati in calo del 35,3% (-34,8% a tassi di cambio costanti). L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato per il Gruppo, raggiungendo oltre il 42% dei ricavi totali, in calo del 30,6% (-30,3% a tassi di cambio costanti), rispetto ai primi nove mesi 2019. La performance del terzo trimestre 2020 nell’area (-4,8% a tassi di cambio costanti), in deciso recupero rispetto al trimestre precedente, ha beneficiato del positivo andamento dei negozi diretti in Cina, che hanno registrato un aumento delle vendite pari a 38,3%, e che riportano un’ulteriore accelerazione nel mese di ottobre. L’intero continente asiatico rappresenta attualmente oltre il 52% delle vendite totali. L’area EMEA ha registrato, nel corso dei primi nove mesi 2020, un calo dei ricavi del 45,0% (-44,6% a tassi di cambio costanti) ancora fortemente impattato dai limitati flussi turistici nel periodo. L’area del Nord America ha registrato, nel corso dei primi nove mesi 2020, un calo dei ricavi pari al 45,1% (-47,5% a tassi di cambio costanti). L’area del Centro e Sud America ha registrato un calo del 47,5% (-42,0% a tassi di cambio costanti) con un andamento nel terzo trimestre 2020 del -31,9% (-24,2% a tassi di cambio costanti).

Poche sono le aziende al mondo che possono aver avuto come clienti Gloria Swanson, Judy Garland, Peggy Guggenheim, Greta Garbo, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Sophia Loren, Andy Warhol, Evita Perón, Margaret Thatcher, la principessa Indira di Baroda, la principessa Diana, il re del Bhutan o aver collaborato alla produzione di varie pellicole hollywoodiane come “I dieci comandamenti”, “Evita” ed “Australia”. E pensare che questo colosso del made in Italy nasce solo dall’ingegno di un calzolaio di Bonito, in Irpinia, Salvatore Ferragamo, che come tanti giovani di allora nel 1914, a 16 anni, emigra negli Stati Uniti. La sua storia è una di quelle familiari dell’imprenditoria italiana nel campo della moda arrivata alla terza generazione. Rientrato da oltreoceano in Italia nel 1927, il 29enne Ferragamo apre il “Calzaturificio Ferragamo & C” ma, nel 1933, a causa di una cattiva gestione finanziaria, ed alla crisi economica mondiale, chiude per poi riprendere l’attività dopo pochi anni. Da quel momento comincia una ascesa che lo porta ad essere presente in tutti i mercati mondiali come esempio dell’export e dello stile italiani. Nel 1938, grazie ad una serie di idee e ad un brevetto, acquista Palazzo Spini Feroni a Firenze ed apre due negozi, a Londra e Roma. Nel 1948 apre il primo a New York ed il secondo nel 1975. Nel secondo dopoguerra, l’azienda ha un forte sviluppo, con una produzione di circa 350 scarpe al giorno e 700 artigiani alle dipendenze. Nel 1951, la sua prima sfilata a Firenze, è l’occasione per presentare il suo simbolo: il celebre “gancini” (a forma di omega). Tra vari avvicendamenti familiari si arriva al 1970, quando la figlia Fulvia Visconti Ferragamo propone una linea maschile e la produzione di accessori in seta, quali foulard e cravatte che diventa uno dei punti di forza della casa. Nel 1989 viene aperto il primo negozio asiatico, al Mandarin Hotel di Hong Kong seguito da Shanghai nel 1994 ed un flagship store a Seul nel 2011. Nel frattempo la produzione si allarga anche ad occhiali, fragranze, orologi e gioielli e arriva anche la quotazione in Borsa. Nell’aprile 2018 un grave lutto scuote l’azienda: la scomparsa di Fulvia Visconti Ferragamo, la quarta dei sei figli di Salvatore e Wanda. Si arriva così alla terza generazione e nonostante la famiglia abbia 23 possibili candidati, per un regolamento interno, in azienda ne entrano solo tre: James Ferragamo, figlio di Ferruccio; Diego Paternò Castello di San Giuliano, figlio di Fiamma; Angelica Visconti, figlia di Fulvia. La maison ad oggi rimane una eccellenza riconosciuta in tutti i continenti come esponente del Made in Italy producendo e vendendo calzature, pelletteria, abbigliamento, accessori, e profumi, ed anche, attraverso licenze, occhiali ed orologi in tutto il mondo. Al 30 settembre scorso la rete distributiva del gruppo, composta da un totale di 646 negozi, poteva contare su 393 punti vendita diretti e 253 punti vendita monomarca operati da terzi nel canale Wholesale e Travel Retail.