Cina, l’investimento al Pireo taglia fuori i porti del Sud da Via della Seta

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La strategia marittima viene individuata nell’analisi dell’ufficio studi di Sace (Gruppo Cdp) “Focus On One Belt One Road: ultimo treno per Pechino”, pubblicata in occasione del “One Belt Forum di Pechino”, come uno degli elementi decisivi per la realizzazione del progetto infrastrutturale lanciato dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013. “Nel Mediterraneo – si legge nell’analisi – la Cina ha definito la sua strategia marittima investendo sul porto del Pireo in Grecia, con l’intento di trasformarlo in un hub logistico per accedere al mercato europeo. Nel 2016 il parlamento greco ha ceduto il 67 per cento del porto del Pireo all’azienda cinese Cosco Shipping in cambio di 368,5 milioni di euro. L’accordo intende creare circa 31 mila nuovi posti di lavoro tramite il potenziamento della capacita’ operativa del porto e la nascita di una linea ferroviaria che colleghera’ l’approdo greco al mercato tedesco, passando per i Balcani”. L’analisi ricorca che “prima dell’ingresso dei cinesi, il porto ateniese movimentava circa 500 mila container l’anno, oggi divenuti 3,1 milioni e con prospettive di raddoppio in pochi anni. Se da un lato questa crescita rende piu’ attrattivo il Mediterraneo, dall’altro rappresenta un’alternativa ai porti italiani, con minori opportunita’ commerciali per le aziende italiane che, apparentemente, sembrano tagliate fuori dalla rotta.