Cina, le aziende italiane al lavoro dopo l’epidemia

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Le aziende italiane in Cina tornano a fare affari, l’epidemia di coronavirus è stata quasi arginata e gli imprenditori sono fiduciosi nelle azioni della penisola contro la pandemia. “Anche se il settore automobilistico in Cina continua a registrare una bassa domanda, prevediamo che tornerà alla normalità e all’alta domanda a giugno”, ha dichiarato Federico Bonotto, presidente di FAIST China, un’azienda italiana che si dedica alla produzione di ricambi per auto. La FAIST China ha due stabilimenti nella città di Suzhou, nella provincia dello Jiangsu, in Cina orientale, che ha ripreso le attività a febbraio, insieme ad una moltitudine di aziende in tutto il Paese dopo la lunga sosta forzata dovuta all’epidemia del nuovo coronavirus. “Ora tutti i nostri 1.000 dipendenti di Suzhou sono tornati al lavoro”, ha affermato Bonotto, aggiungendo che il governo municipale ha ridotto i contributi sociali, le tasse per i servizi pubblici e ha anche offerto sussidi finanziari per aiutarli a riprendersi. “Il governo cinese ha fatto un lavoro eccellente e l’epidemia è stata controllata in modo efficiente”, ha commentato. “Sono sicuro che dopo questo brutto periodo, affronteremo molte opportunità positive e otterremo una crescita importante”.

Anche Omet (Suzhou) Mechanical Technology Co., un’altra azienda italiana che vede crescere rapidamente il proprio business nel mercato cinese, ha recentemente riaperto i battenti per iniziare a produrre componenti per l’industria degli ascensori e a vendere macchinari per la stampa di etichette. “Ho confrontato tre anni di ricavi a gennaio, febbraio e marzo, e posso dire che il 2020 è ancora meglio dei due anni precedenti”, ha spiegato Fabio Valle, direttore generale dell’azienda, osservando che l’entità dei ricavi è aumentata costantemente da quando l’azienda si è insediata 11 anni fa. Valle ha dichiarato che sono al lavoro in pieno ritmo per recuperare il ritardo causato dall’epidemia. “Il governo locale ha prontamente condiviso informazioni preziose per aiutarci a riprendere il lavoro, ha concesso dilazioni nel pagamento delle tasse e ha accordato sconti sul canone di affitto, proteggendo così i dipendenti dal licenziamento”.

“La situazione attuale qui in Cina e il modo in cui questo Paese ha raggiunto questi risultati saranno un forte incoraggiamento e rafforzeranno la fiducia dell’Italia per superare le difficoltà”, Valle ha detto. A partire da ieri, 10.779 persone sono morte a causa del coronavirus in Italia. Una cifra superiore al totale della Spagna e della Cina, i due Paesi che seguono per numero di vittime. Nel frattempo, il numero totale di persone che hanno confermato di avere il coronavirus in Italia – combinando i casi attivi, i decessi e i recuperi – è salito a 97.689 ieri, 5.217 in più rispetto al numero registrato sabato. ? Secondo Bonotto, molte aziende e istituzioni italiane in Cina stanno collaborando con le persone colpite in patria, inviando mascherine e materiale anticontagio e mettendo a disposizione l’esperienza cinese per il controllo dell’epidemia. “Ho già inviato loro molto materiale per combattere la pandemia e ho proposto molte pratiche che ho imparato in Cina negli ultimi due mesi”, ha raccontato Bonotto. Il sostegno e l’aiuto della Cina all’Italia, che include èquipe di medici e forniture, è stato molto apprezzato anche dagli italiani in Cina. “È un gesto nobile, e credo che d’ora in poi il rapporto tra i due Paesi sarà più forte”, ha dichiarato Valle, nella speranza che l’Italia riesca a superare l’epidemia e si riprenda al più presto”. “Anche se ora sono all’estero, ho sempre le lacrime agli occhi quando ascolto l’inno ‘Fratelli d’Italia’”, ha concluso l’imprenditore.