Cina, storica sentenza per la Sicis a tutela dei mosaici italiani

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(foto dal sito Sicis.com)

L’azienda ravennate Sicis, famosa per i suoi mosaici realizzati in tutto il mondo, ha riportato un’importante vittoria contro la contraffazione cinese. Dopo quattro anni di battaglie legali contro Rose Mosaic – azienda cinese che da anni copiava integralmente cataloghi ed immagine di Sicis, riproducendone finanche le foto dello showroom – l’Alta Corte di Guangdong ha emesso una sentenza senza precedenti. I giudici cinesi hanno riconosciuto all’azienda ravennate un risarcimento di (oltre un milione di dollari (una delle cifre più alte mai corrisposte in Cina per una causa di contraffazione in campo artistico-creativo). Inoltre, hanno affermato che Sicis è un marchio riconosciuto in Cina, dove “gode di grande reputazione”, grazie a “prodotti in mosaico unici per design e lavorazione, considerati prodotti artistici che, in quanto tali, devono essere tutelati dalle leggi cinesi”. Il pronunciamento forse più rilevante – se calato nel contesto culturale cinese – è l’obbligo del contraffattore di pubblicare le proprie scuse su WeChatper per un anno e, per i successivi 24 mesi, di pubblicarle una volta al mese su testate nazionali come China News e China Industry and Commerce News, oltre che sui giornali locali di Pechino, Shanghai e Guangdong. Inoltre Rose Mosaic è stata condannata a risarcire i danni, a cessare la produzione e distribuzione dei mosaici contraffatti, a distruggere cataloghi che riproducevano immagini ascrivibili a Sicis e cancellarle dal proprio sito web e account WeChat (il social network più influente in Cina).

La presenza nel mercato cinese di Sicis – che ha un fatturato che sfiora i 60 milioni di euro, realizzato oltre al 90% fra Stati Uniti, Russia, Europa, Asia e Paesi del Golfo – si era rafforzata nel 2019 con un importante accordo commerciale con il colosso cinese DongPeng Ceramics; una partnership per la distribuzione di mosaici e vetrite (lastra di vetro utilizzata come rivestimento decorativo) su tutto il territorio cinese e che prevedeva entro il 2024 l’apertura di cento nuovi showroom. Sicis – che tra i propri dipendenti annovera anche 80 maestri mosaicisti – è una delle più dinamiche nel made in Italy nel panorama del decor design internazionale: una posizione raggiunta tramite i propri innovativi brevetti e le innovazioni di processi produttivi che hanno giocato un ruolo importante nello sviluppo del mercato del mosaico in ogni parte del mondo. Tra le innovazioni più rilevanti dell’azienda ravennate, la messa a punto di nuove metodologie di realizzazione e applicazione delle tessere in pasta vetrosa, del mosaico in marmo, di pietre, di metalli, fino ai più preziosi oro e platino. La sua fondazione avviene nel 1987 grazie a Maurizio Leo Placuzzi, che sceglie il nome facendolo derivare dal latino Sic Immensos Clarosque Inceptos Somniavi, alludendo al sogno di vedere realizzate opere grandiose che tutti riconosceranno. Inizialmente inaugura il primo atelier in una casa abbandonata, a Cannuzzo di Cervia e chiede aiuto alle studentesse dell’Accademia del mosaico di Ravenna. Il primo lavoro viene commissionato l’anno seguente dallo sceicco saudita Al Gosaibi per cui l’azienda realizza pavimenti in marmo realizzati con le tecniche tradizionali del mosaico romano. Da quel momento per Sicis comincia una grande notorietà internazionale e seguono lavori per la spa dell’Hotel Ritz a Parigi, il Bellagio Casino di Las Vegas, il Plaza a NewYork, il Burj Al Arab di Dubai e molte altre residenze di lusso. Di recente Sicis ha anche investito in un percorso strategico di brand extension, creando la divisione d’arredo Sicis Home Collection e, per adattarsi alle nuove esigenze del mercato, ha creato Colorpedia che raccoglie tutti i suoi mosaici in vetro in un catalogo digitale, fruibile online in 6 diverse lingue. La produzione avviene tutta dal Sicis Village, un “villaggio” produttivo di 80mila metri quadri, nella prima periferia di Ravenna, con un sistema brevettato che permette di realizzare i mosaici in laboratorio e trasportarli sul luogo dell’impianto solo a lavoro ultimato. L’azienda ha inoltre showroom monomarca a Milano, New York, Parigi, Londra, Dubai, Istanbul, Shanghai, Hong Kong, Singapore, Mumbai e Tokyo.