Cinema, “Lia non deve morire”: a Benevento Ischia il corto sull’identità di genere

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L’obiettivo, “profondamente sociale”, è “dare voce a chi per tanto tempo una voce non l’ha avuta. Al giorno d’oggi, finalmente, le parole ‘omosessualità’ o ‘transgender’, e tante altre, non hanno più accezione negativa. Ai bambini si vuole insegnare il rispetto della diversità e il non-giudizio. Agli adulti mostrare quanto può essere migliore un mondo senza odio. Eppure, per tante persone questo è ancora un sogno. Non si è in grado di accettare gli altri. E spesso non si è ancora in grado di accettare nemmeno noi stessi”. Il regista Alfonso Bergamo firma il cortometraggio ‘Lia non deve morire’, distribuito da Premiere Film, annunciato nella selezione ufficiale del Social World Film festival (3-10 luglio a Vico Equense), selezionato dal RIFF – Rome Independent Film Festival (novembre 2022) nella Sezione Competitiva “Queer Shorts” ed entrato nella selezione ufficiale del Festival nazionale del cinema e della televisione di Benevento (12-17 luglio). Lia è quella parte di sé che Vincenzo, stand up comedian, sposato e con una bambina, non ha mai voluto accettare. Era la sua ‘amica immaginaria’, quella che il padre ha mandato via su un treno quando lo sorprese a toccarsi sulla foto di un compagno di scuola. Ora che sua figlia ha scoperto il suo segreto, Vincenzo ha solo un modo di liberarsi da se stesso. Nel suo ultimo spettacolo dà appuntamento al suo pubblico al binario 3, per salutarlo un’ultima volta. Solo una di loro si presenterà: Angela, che troverà Vincenzo steso sulle rotaie e proverà a impedirgli di compiere quel gesto estremo. Perché Lia esiste. E non deve morire. “Vincenzo – sottolinea Bergamo – non si riconosce nel sesso di nascita, ma allo stesso tempo rifiuta di accettare questo fatto. È una mostruosità, una malattia, e può mettere in difficoltà la sua famiglia e distruggere la sua vita. Questo non è accettabile. Si trova al centro di due poli opposti, e queste due forze lo stanno lacerando. Così non gli rimane altra soluzione che togliersi la vita. La disperazione, il sollievo dell’idea della fine in questa unica via di fuga lo spingono a cercare pace nella morte. Il suicidio è purtroppo un altro aspetto delle nostre vite di cui non si parla abbastanza. Eppure i numeri dei suicidi, specialmente quelli collegati a cause di omofobia, fanno venire i brividi. L’arte però, è anche resistenza al tempo e alla morte. E con questo cortometraggio c’è la volontà di fornire la forza di resistere alla tentazione di arrendersi per chi si trova in situazioni emotive simili”. Il corto è una produzione Gika Productions di Gian Gabriele Foschini e Francesca Cornelia Tosetti, in co-produzione con Brandos Film. Il regista firma anche la sceneggiatura con Valentina Morricone. Nel cast Mario Paradiso Jr., Francesca Cellini, Francesco Barra e Elena Romagnoli. Le musiche sono di Sergio Cammariere. Produttore associato Giuseppe Esposito; direttore della fotografia Daniele Poli.