Cinema, Salemme presenta la sua “festa esagerata”

di Maridì Vicedomini

Grande attesa per la prima cinematografica di “Una festa esagerata”, l’ultimo film di Vincenzo Salemme tratto dall’omonimo lavoro teatrale, in programmazione nelle sale d’Italia dal 22 marzo. Atteso l’enorme successo ottenuto in due stagioni di cartellone che vanta 200 repliche in tutta Italia ed oltre 4 milioni e mezzo di incassi, Salemme, ha inteso riproporre la sua ultima fortunatissima commedia sul grande schermo. “Non è la prima volta che mi cimento in un riadattamento cinematografico di un mio lavoro teatrale”, ha detto Salemme nel corso dell’incontro con la stampa, avvenuto ieri mattina all’Hotel Vesuvio di Napoli; in passato mi è già capitato con ‘L’Amico del cuore’ e ‘Cose da pazzi’. A spingermi in questa nuova avventura sono stati tanti amici, che venendomi a trovare in teatro, sono rimasti talmente piacevolmente colpiti da questo lavoro, da suggerirmi insistentemente di farne un film; tra questi in primis Giampaolo Letta Ad di Medusa Film. A tal fine, mi sono avvalso della preziosa collaborazione di Enrico Vanzina che ha riscritto insieme a me una sceneggiatura dell’opera più idonea per il grande schermo. Per la verità il lavoro in sé, ben si prestava a questo ulteriore versione, per il ritmo, la leggerezza della narrazione e le battute dei personaggi. Rispetto al teatro, abbiamo rinnovato totalmente il cast per evitare ripetizioni e che il pubblico pensasse di trovarsi di fronte ad una versione televisiva individuando Tosca D’Aquino che adoro professionalmente ed umanamente considerandola una specie di ‘sorella minore’, nel ruolo di mia moglie accanto a Nando Paone, Massimiliano Gallo, Iaia Forte, Francesco Paolantoni e naturalmente la giovanissima Mirea Flavia Stellato che interpreta la parte della neo diciottenne da festeggiare”.
La sinossi è pressocchè la stessa della versione teatrale della commedia: a Napoli, in casa Parascandalo, fervono i preparativi di due coniugi Gennaro alias Salemme e la moglie (Tosca D’Aquino) per la festa del diciottesimo compleanno della loro figlia. Il povero Gennaro asseconda ogni desiderio e capriccio di moglie e figlia e tutto sembra andare secondo i loro desideri, quando, ad inizio festa, con l’arrivo dei primi invitati, giunge la notizia che il condomino del piano di sotto, tale signore Scamardella convivente con un’unica figlia è improvvisamente deceduto; a tal punto si scatena un vero e proprio putiferio, con il ricorso a vari stratagemmi per fare in modo che tutto scorra liscio, lontano da ogni ombra di lutto che rovinerebbe l’atmosfera gioiosa dell’attesissimo evento. “Come si fa a ballare ed a cantare quando al piano di sotto c’è un defunto? – si è chiesto Salemme – Personalmente ho voluto sottolineare proprio questa corsa forsennata e nevrotica di tutti i personaggi coinvolti nella festa per consentire al film di andare spedito verso un finale sorprendente, dando ritmo a tutto il percorso drammaturgico con colpi di scena piccoli e grandi, disseminandolo di situazioni esilaranti e soprattutto di personaggi sempre credibili. Il film appare molto corale nonostante tutto ruoti intorno alla figura del povero Gennaro Parascandalo da me interpretato, un piccolo eroe spaesato dei nostri tempi. Rispetto ad epoche precedenti – ha osservato infine Salemme – vedo sui volti degli italiani poca propensione alla gioia, alla risata ed oggi più di ieri mi sforzo con il mio lavoro di dare un piccolo contributo affinchè ritorni nuovamente il sorriso nel cuore di tutti noi”