Cioccolata calda per due: Nunzia Gionfriddo e il racconto dei sentimenti

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di Fiorella Franchini

Scrivere d’amore senza essere banali è una grande sfida che Nunzia Gionfriddo raccoglie con il romanzo “Cioccolata calda per due “, Pegasus Edition, vincitore del Premio Milano International. Un concetto universale, di per sé un luogo comune della letteratura, ma a fare la differenza è il modo in cui lo si racconta. Nunzia Gionfriddo lo fa evitando frasi fatte e logore, dando voce ai sentimenti con un linguaggio semplice e coinvolgente. La sua capacità è quella di raccontarli nella loro realtà, senza discostarsi dalla quotidianità conosciuta. I due protagonisti, Giovanni e Florinda, vivono un amore adulto, fatto di amicizia, comprensione, condivisioni giornaliere. “I sentimenti non hanno età, non hanno sesso, ma desiderio di vita, desiderio d’amore e soprattutto di felicità” ha scritto Alda Merini. L’incontro nasce dalla necessità di Florinda di approfondire le sue ricerche sulle vicende drammatiche avvenute nell’ex-Jugoslavia. Chiede aiuto a Giovanni, giornalista che gestisce un sito internet per conto dii un’associazione di migranti dall’estero, ma si scontra con il dolore profondo, mai superato, dell’uomo che in quegli eventi terribili ha perso la moglie. Ne nasce un rapporto pacato fatto di scambi d’idee, ricordi, piccole condivisioni, riti comuni come una cioccolata al bar, una passeggiata nel quartiere, una gita al mare, fino a un’intimità fisica, passionale nella sua spontaneità. Situazioni comuni, le strade di Roma, la sua periferia, il Castello di Santa Severa, cui si aggiungono i viaggi di lavoro della donna nell’Europa dell’est, il ricovero di Giovanni in Svizzera per gravi motivi di salute. Una narrazione quasi diaristica in cui s’inserisce l’escamotage epistolare che rimanda a una tradizione antica, dalle Eroidi di Ovidio a I dolori del giovane Werther di Goethe, rivisitata in forma tecnologica, mail al posto di lettere. Due solitudini e due visioni del mondo s’incrociano, si sovrappongono, si completano, quella storica di Florinda e quella di Giovanni, testimone della memoria. I fatti tragici del secondo dopoguerra che hanno interessato Istria, Dalmazia, Fiume, Trieste, il tentativo d’invasione Bosniaca, le atroci sofferenze e le decimazioni subite dalle popolazioni, nell’indifferenza delle grandi nazioni europee irrompono nella loro quotidianità. Un’occasione d’incontro e di confronto tra persone e tra punti di vista, tra Storia e memoria. Da un lato il rigore scientifico della studiosa alla ricerca di fonti, d’altra il ricordo individuale, quella storia minima che soltanto da poco è entrata a far parte della ricostruzione scientifica. Una vicenda che regala al lettore sentimenti, stati d’animo in cui la narrazione diventa strumento per interrogare la realtà, suscitare domande e far emergere la complessità che sta dietro la storia. Proprio le emozioni diventano un “varco irrinunciabile per poter costruire conoscenza e coscienza”, poiché danno le testimonianze dirette o letterarie di chi è stato presente a un evento importante per la collettività, portano alla cultura storica, integrando le necessarie competenze disciplinari e d’interpretazione. La storiografia tradizionale ha spesso mostrato una certa diffidenza verso le esperienze memorialistiche e autobiografiche, eppure oggi, che di memoria si parla assai più che di storia, il recupero e l’analisi della prima appare come un passaggio obbligato verso la conoscenza della seconda, ormai considerata come un qualsiasi “documento”, e quindi legittimato a essere usato e consumato. Nel percorso narrativo di Nunzia Gionfriddo storia e memoria si sovrappongono, tra ricordo individuale e collettivo, riflessione intima e analisi moderna. “La Storia siamo noi/Siamo noi che scriviamo le lettere/Siamo noi che abbiamo tutto da vincere e/Tutto da perdere” ripetono i versi di Francesco De Gregori a ricordarci che la dimensione affettiva integra il recupero del passato con molteplici vissuti cui la scrittura sa dare voce. “Una cioccolata calda per due”, per non dimenticare la sofferenza e la vita.