Cira, via al Piano Strategico: ricerca e infrastrutture per rafforzare l’aerospazio italiano

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in foto Tommaso Frosini

Il Cira – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali ha approvato il nuovo Piano Strategico Triennale 2026-2028, documento che definisce priorità, strumenti operativi e traiettorie di sviluppo per consolidare il ruolo del Centro come soggetto attuatore del Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale (Prora) e infrastruttura strategica al servizio del Paese.

Il Piano si inserisce in uno scenario profondamente cambiato sotto il profilo geopolitico e tecnologico, con l’obiettivo di trasformare la ricerca in valore industriale, sostenere le politiche aerospaziali nazionali ed europee e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Ricerca, industria e trasferimento tecnologico

Il documento punta a fare del Cira un vero motore di innovazione, capace di mettere a disposizione della comunità scientifica e imprenditoriale competenze avanzate, infrastrutture sperimentali e dimostratori tecnologici in grado di accelerare il passaggio dalla ricerca all’applicazione concreta.

Il contesto di riferimento è quello dei grandi programmi europei e internazionali – da Horizon Europe all’European Competitiveness Fund, fino a Clean Aviation, Sesar e alle roadmap dell’Esa – che richiedono capacità di ricerca avanzata, validazione in volo e tempi sempre più rapidi di trasferimento tecnologico.

Con questo Piano Strategico il Cira intende mettere a fattor comune la conoscenza accumulata in anni di ricerca trasformandola in capacità concreta di innovazione per il Paese”, ha dichiarato il presidente Tommaso Edoardo Frosini. “Vogliamo essere un volano per la comunità scientifica e imprenditoriale, offrendo laboratori, infrastrutture e sistemi prototipali capaci di generare competitività, sicurezza e qualità della vita”.

Le direttrici: sostenibilità, difesa e nuove competenze

Le linee guida del Piano si articolano lungo alcune direttrici fondamentali:

  • utilizzo della ricerca in chiave industriale, con tecnologie più mature e trasferibili;
  • sostegno alle politiche europee e nazionali, con focus su aviazione sostenibile, gestione del traffico aereo, accesso allo spazio ed esplorazione;
  • attenzione crescente ai programmi di difesa e alle tecnologie dual use;
  • formazione di nuove competenze attraverso reti con università, Cnr e centri di ricerca;
  • rafforzamento del rapporto con il tessuto industriale, anche per favorire spin-off e nuove iniziative imprenditoriali.

Cinque macro aree di ricerca

Dal punto di vista scientifico e tecnologico, il Piano individua cinque macro aree che costituiranno l’ossatura delle attività:

  • Volo aereo
  • Volo stratosferico
  • Volo ipersonico e sub-orbitale
  • Volo spaziale e rientro
  • Esplorazione planetaria

Al centro della programmazione ci sono i dimostratori strategici, piattaforme destinate alla validazione in ambiente reale di tecnologie critiche.

Infrastrutture e digital twin al centro

Un ruolo decisivo è assegnato alle infrastrutture di ricerca e ai digital twin, considerati asset fondamentali per sostenere l’innovazione. La sperimentazione su larga scala, per costi e complessità, non può essere affrontata da singoli attori: per questo gli impianti del Cira diventano un punto di raccordo tra competenze nazionali, contribuendo alla competitività europea.

Tecnologie dual use e posizionamento internazionale

Il Piano evidenzia anche la crescente rilevanza delle tecnologie dual use e delle connessioni tra aerospazio, sicurezza e difesa. L’obiettivo è contribuire a una maggiore autonomia strategica nazionale ed europea.

In questo ambito, il Cira punta a consolidare il proprio ruolo di nodo di riferimento anche grazie alla partecipazione come centro di test per Nato Diana e all’accreditamento nella Defence Test & Evaluation Base dell’European Defence Agency.

Nel triennio 2026-2028 il Centro mira a un salto di scala, evolvendo il Prora verso tecnologie ad alto livello di maturità e dimostratori operativi. L’ambizione è chiara: diventare non solo un luogo di ricerca, ma un acceleratore di innovazione e un abilitatore della competitività industriale italiana, integrando ricerca, industria e difesa.

Il ruolo del Cira

Il Cira è una società pubblico-privata con sede a Capua, partecipata dal Cnr, enti locali e industrie del settore. Presieduto da Tommaso Edoardo Frosini, rappresenta la più grande dotazione infrastrutturale aerospaziale in Italia, con impianti di prova unici e laboratori avanzati.

Grazie al Programma Nazionale di Ricerca Aerospaziale, il Centro opera in numerosi ambiti, dall’aviazione sostenibile all’advanced air mobility, fino all’accesso allo spazio, ai nuovi sistemi di propulsione e all’osservazione della Terra.

L’aggiornamento del programma nel 2020 ha avviato un nuovo ciclo di progetti strategici e investimenti infrastrutturali che ora trovano continuità e rilancio nel Piano Strategico 2026-2028.

in foto: Cira, il Plasma Wind Tunnel Scirocco