Cis, eletto il nuovo cda ma il 22% dei soci non va a votare

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Cis di Nola spaccato dopo l’ultima assemblea. Sì all’elezione del nuovo consiglio di amministrazione ma con una partecipazione al voto del 78 per cento degli aventi diritto, pari a quasi 37 milioni di azioni). Alla fine si è deciso di andare sul sicuro assegnando la maggioranza alla lista capeggiata da Ferdinando Grimaldi, 68 anni, manager della L-Gam Advisers Llp ed esperto di finanza aziendale. Si tratta, in questo caso, di una conferma perché Grimaldi era già stato chiamato a sostituire il commissario Sergio Iasi dopo che questi aveva concluso il suo compito mediante la definizione di un piano di restituzione del debito di 300 milioni di euro con le banche. Proprio gli istituti di credito hanno un ruolo forte nel cda, dove sono presenti due professionisti da loro indicati: il commercialista napoletano Aldo Campagnola, esperto di fusioni aziendali e titolare di una società di advisory, e l’avvocato lombardo Pietro Boiardi, specializzato in gestione di problemi societari. Gli altri consiglieri sono l’ad uscente Claudio Ricci, Andrea Miranda (ceo del gruppo Germani), Roberto Amodeo (avvocato ed esperto di diritto del lavoro), Gianni Sorbino (imprenditore), Costantino Capone (imprenditore e già presidente della Camera di Commercio di Avellino) e Francesco Brocchieri (imprenditore). La lista Grimaldi ha prevalso con il 50 per cento dei voti contro il 31 per cento degli avversari (19 per cento gli astenuti). Resta il dato del 22 per cento di aventi diritto che non ha partecipano all’elezione e che lascia intendere come la situazione, all’interno del Cis, sia tutt’altro che serena. Duro il commento di Confedercontribuenti che parla di “potere assoluto delle banche e estromissione quasi totale dei soci che hanno contribuito a mettere per anni soldi a sostegno del polo commerciale campano”.