Città della Scienza: incendio senza colpevoli. La Corte d’appello assolve il custode

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La terza sezione della Corte di Appello di Napoli ha assolto dall’accusa di incendio doloso Paolo Cammarota, il custode di Città della Scienza che era stato condannato in primo grado a sei anni, perché ritenuto dalla Procura il responsabile del devastante rogo che il 4 marzo del 2013 ha distrutto buona parte della struttura di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli. Il 7 maggio era stata chiesta la conferma della condanna dal Procura Generale che aveva ricostruito la vicenda; ma i giudici di secondo grado hanno ribaltato il verdetto che fu emesso con rito abbreviato il 2 dicembre del 2016. Fondazione Idis-Città della Scienza, che si era costituta parte civile, rappresentata dal penalista Giuseppe De Angelis, prende atto della decisione, “ma siamo certi la Procura svilupperà ulteriori indagini per individuare l’autore di un evento che la lasciato per molto tempo una cicatrice sul volto della città di Napoli”, fa sapere. “Paolo ha accolto la notizia urlando di gioia, ora ha gli occhi gonfi di lacrime per la contentezza”, raccontano gli avvocati Luca Capasso e Antonio Tomeo. “Cammarota ha sempre creduto nella giustizia e sapeva che prima o poi la verità sarebbe venuta a galla. Oggi per lui inizia una nuova vita”, aggiungono.