di Alessandro Spagnuolo
La caotica Shinjuku (新宿区, Shinjuku-ku) notturna, con le sue luci al neon, le strade affollate e quell’atmosfera sospesa tipica delle grandi metropoli giapponesi, è diventata nel tempo uno degli scenari più riconoscibili dell’animazione anni ’80. È proprio in questo ambiente urbano che City Hunter (シティーハンター, Shitī Hantā) ha trovato la sua dimensione, conquistando il pubblico con un’identità precisa e uno stile capace di distinguersi nel panorama degli anime* dell’epoca.
Quando arrivò sugli schermi, la serie riuscì a catturare l’attenzione degli spettatori grazie a un modo particolare di raccontare l’azione, la comicità e i sentimenti dei suoi personaggi. Il suo successo non fu legato soltanto alle avventure narrate, ma anche alla capacità di creare un’atmosfera riconoscibile, fatta di ironia, ritmo televisivo e momenti rimasti impressi nella memoria dei fan.
City Hunter ancora oggi continua a essere ricordato con affetto, riscoperto dai nuovi spettatori e celebrato da chi ha vissuto l’epoca d’oro dell’animazione giapponese.
Etimologia del nome
Il titolo originale City Hunter riflette il concept del protagonista: un investigatore privato che opera nella “giungla urbana”. Il termine inglese hunter (cacciatore) accosta l’idea di predatore al contesto cittadino (city), enfatizzando il ruolo di vigilante notturno di Ryo. Nei crediti italiani il nome è rimasto invariato, ma il protagonista è noto come Ryo Saeba (冴羽 獠, Saeba Ryō). I kanji del suo nome suggeriscono un’immagine forte: 冴 (“sae”) indica “freddezza nitida”, 羽 (“ba”) “ala/piuma” e 獠 (“Ryō”) “predatore sanguinario” o “bestia feroce”. Insieme, evocano metaforicamente un “cacciatore gelido e letale”. Il suo soprannome in italiano, “il Cacciatore di Gatti”, si rifà al linguaggio dei cartelloni giapponesi e al fatto che spesso Ryo riferisce di indagare su “gatti scomparsi” (dato che lui detesta i gatti). Nessuna spiegazione formale del titolo è stata data da Hōjō, ma il senso pratico combacia col carattere del protagonista.
Trama (senza spoiler)
La storia di segue Ryo Saeba (冴羽 獠, Saeba Ryo), un detective privato soprannominato “City Hunter”, e la sua giovane assistente Kaori Makimura (槇村 香, Makimura Kaori), nipote del defunto partner di Ryo. In ogni episodio affrontano casi diversi nella caotica Tokyo degli anni ’80, alternando situazioni d’azione, mistero e umorismo. Ryo è famoso per la sua precisione con le pistole e per le continue avances alle donne, ma dietro le battute nasconde un codice d’onore e forte lealtà verso gli amici. L’atmosfera generale mescola elementi polizieschi (inquadrature da thriller, missioni pericolose) con gag demenziali (ad esempio Kaori che picchia Ryo con il suo celebre martello da 100 tonnellate ogni volta che tenta una mossa maliziosa). Non racconterò la trama puntata per puntata, ma l’anime non segue un unico arco narrativo continuo: ogni episodio è piuttosto autoconclusivo, con alcuni fili conduttori ricorrenti (l’amicizia con il gigante Umibōzu, gli affari di Kaori, occasionali nemici seriali). Lo stile narrativo permette di godersi gli episodi singolarmente, mantenendo alto il ritmo e l’ironia.
Episodi
La serie TV originale conta 140 episodi suddivisi in quattro stagioni, trasmesse fra il 1987 e il 1991. Lo studio di animazione è Sunrise (サンライズ, Sanraizu), con registi come Kenji Kodama (こだま兼嗣, Kodama Kenji), vero nome 児玉兼嗣, Kodama Kanetsugo, (storico della saga) e musica composta da Takefumi Haketa (羽毛田丈史 Haketa Takefumi) e Yūji Toriyama (鳥山 雄司, Toriyama Yūji).
Le stagioni dell’anime televisivo City Hunter (シティーハンター, Shitī Hantā) sono quattro, trasmesse originariamente in Giappone tra il 1987 e il 1991:
- 1987 – City Hunter (シティーハンター, Shitī Hantā)
Prima serie televisiva composta da 51 episodi. Ha introdotto al pubblico il mondo di Ryo Saeba e ha definito lo stile della serie, caratterizzato da azione, commedia e atmosfere poliziesche. - 1988 – City Hunter 2 (シティーハンター2, Shitī Hantā Tsū)
Seconda stagione composta da 63 episodi. Considerata da molti fan una delle serie più amate, amplia le situazioni narrative e consolida il successo del franchise. - 1989 – City Hunter 3 (シティーハンター3, Shitī Hantā Surī)
Terza serie televisiva composta da 13 episodi. Una stagione più breve che mantiene lo spirito originale, con un maggiore equilibrio tra episodi d’azione e commedia. - 1991 – City Hunter ’91 (シティーハンター’91, Shitī Hantā ’91)
Quarta e ultima serie televisiva composta da 13 episodi. Chiude il ciclo televisivo classico degli anni ’80-’90, mantenendo lo stile caratteristico della saga.
In Italia, la serie arrivò negli anni ’90 su Italia 1 e altre reti.
Manga**
City Hunter è nato come manga di Tsukasa Hōjō (北条司, Hōjō Tsukasa; Kitakyūshū), famoso per aver creato la serie Cat’s Eye – Occhi di gatto (キャッツ・アイ, Kyattsu Ai) e Angel Heart (エンジェル・ハート, Enjeru Hāto), serializzato su Weekly Shōnen Jump (週刊少年ジャンプ, Shūkan Shōnen Janpu), conosciuta anche come Shōnen Jump dal 1985 al 1991.
In Italia fu pubblicato da Star Comics in 35 volumi. Il manga è ambientato nello stesso universo dell’anime, ma – come spiega l’autore – si configura più come un “universo parallelo” rispetto allo spin-off Angel Heart. In realtà il manga è spesso più maturo e completo narrativamente rispetto all’anime (che tagliava o alleggeriva alcune scene per motivi televisivi). Non c’è un vero manga one-shot: dopo la fine della serializzazione, Hōjō ha dato vita allo spin-off Angel Heart (2001-2017), con lo stesso cast principale ma ambientato in un universo alternativo.

Stile visivo e qualità dell’animazione
Sunrise realizzò un’animazione tipica degli anni ’80: disegni puliti, personaggi slanciati e ambienti notturni di città in stile cyberpunk soft. Ryo è disegnato con lineamenti marcati e spesso ritraggono inquadrature ampie di Shinjuku o di interni fumosi. Lo studio osò poche cadute di qualità e, pur non essendo all’avanguardia grafica, il tratto di Hōjō fu ben rispettato nei dettagli chiave (vestiti, pistole, automobili d’epoca). La commistione tra azione e comicità è riflessa dall’animazione: scene drammatiche (sparatorie, inseguimenti, duelli a fuoco) alternano momenti slapstick (cadute esilaranti, Ryo che inciampa o Kaori che scaglia oggetti). L’animazione è fluida soprattutto nelle scene d’azione, mentre le espressioni facciali enfatizzano la resa comica. In generale la qualità è considerata buona per l’epoca, anche se non paragonabile a standard moderni HD. Il character design di Ryo e Kaori resta iconico e di facile riconoscimento.
Musiche
La musica di City Hunter è fondamentale nel definirne il mood anni ’80.
La prima sigla fu “City Hunter Ai yo kienaide” (アナタがいなけりゃ~愛よ消えないで~) di Kahoru Kohiruimaki (小比類巻かほる, Kohiruimaki Kahoru). È un brano dal ritmo veloce con sintetizzatori vivaci, in linea con lo stile J-pop dell’epoca. Le successive aperture includono pezzi come “Cool City” cantata da The City Crackers
“Running to Horizon” di Masato Namiki (並木 正人, Namiki Masato)
“Down Town Game”, storico brano j-pop utilizzato come sigla di apertura di City Hunter ’91 cantata da GWINKO, pseudonimo di Ginko Kinjo (金城 吟子, Kinjō Ginko); nota anche con il nome d’arte di Ginko Mirai
La sigla di chiusura più famosa è “Get Wild” dei TM NETWORK del 1987, hit indimenticabile che vendette oltre 515.000 copie come singolo. Questo brano sintetizza il lato più cool e malinconico di City Hunter ed è stato riproposto spesso come cult (ad esempio come colonna sonora di pubblicità o pellicole giapponesi).
Vi lascio la playlist con tutte le sigle:
In Italia, le sigle originali furono sostituite da versioni nuove, ad esempio, per le repliche su Europa 7 e Man-Ga fu usata una sigla italiana cantata da Stefano Bersola, scritta con Massimo Parretti (pubblicata da Yamato Video nel 2014). Questa versione è un medley rock energico molto amato dai fan italiani.
Film animati OAV***
Oltre alle celebri serie televisive, il franchise ha espanso il proprio universo attraverso cinque lungometraggi cinematografici. Queste pellicole si dividono in due blocchi storici: i tre film originali degli anni ’90, caratterizzati da storie autoconclusive, e i due film moderni divisi in due parti, che fungono da trasposizione fedele degli ultimi archi narrativi del manga.
- 1989 – City Hunter: Amore, destino e una 357 Magnum (シティーハンター 愛と宿命のマグナム – Shitī Hantā: Ai to shukumei no magnum) – Ryo Saeba viene ingaggiato da una bellissima pianista straniera di nome Nina. La ragazza è alla ricerca del padre biologico, ma si ritrova ben presto nel mirino di un’organizzazione di spionaggio internazionale che vuole recuperare un prezioso microchip nascosto in un ciondolo.
- 1990 – City Hunter: Guerra al Bay City Hotel (シティーハンター ベイシティウォーズ – Shitī Hantā: Bei shiti wōzu) – Durante l‘inaugurazione del lussuoso complesso high-tech del Bay City Hotel, un gruppo terroristico guidato da un dittatore sudamericano prende il controllo della struttura. Ryo Saeba e Falcon devono infiltrarsi per salvare Kaori e Miki tenute in ostaggio.
- 1990 – City Hunter: Un complotto da un milione di dollari (シティーハンター 百万ドルの陰謀 – Shitī Hantā: Hyakuman doru no inbō) – Una splendida ragazza americana offre a Ryo la cifra astronomica di un milione di dollari per farle da guardia del corpo per un mese. In realtà, la giovane è usata come esca da un potente sindacato del crimine di Los Angeles che vuole eliminare definitivamente lo sweeper di Shinjuku.
- 1996 – City Hunter: Servizi segreti (シティーハンター ザ・シークレット・サービス – Shitī Hantā: Za shīkuretto sābisu) – Ryo viene assunto per proteggere Anna, una giovane agente dei servizi segreti e figlia di un candidato alla presidenza di una repubblica straniera. Il passato dell’uomo politico torna a galla, mettendo in serio pericolo la vita della ragazza.
- 1997 – City Hunter: La rosa nera (シティーハンター グッド・バイ・マイ・スイート・ハート – Shitī Hantā: Guddo bai mai suīto hāto) – Un misterioso terrorista internazionale, soprannominato “il Professore”, minaccia di far saltare in aria l‘intero quartiere di Shinjuku. Nel frattempo, una celebre attrice chiede aiuto a Ryo per ritrovare il fratello scomparso molti anni prima.
- 1999 – City Hunter: Arrestate Ryo Saeba! (シティーハンター 緊急生中継!? 凶悪犯冴羽獠の最期 – Shitī Hantā: Kinkyū namachūkei!? Kyōakuhan Saeba Ryō no saigo) – Una bellissima anchorwoman televisiva incastra Ryo Saeba in diretta nazionale, accusandolo falsamente di un crimine mediatico. Lo sweeper si ritrova braccato dalla polizia di tutta Tokyo e da spietati assassini tecnologici gestiti da un magnate dei media.
- 2019 – City Hunter The Movie: Private Eyes (劇場版 シティーハンター 新宿プライベート・アイズ – Gekijōban Shitī Hantā: Shinjuku puraibēto aizu) – La modella Ai Shindo assume Ryo e Kaori dopo essere stata attaccata da misteriosi mercenari. L’indagine porta alla scoperta di una gigantesca cospirazione tecnologica guidata da un vecchio rivale di Ryo, che minaccia la sicurezza della città con armi d’avanguardia.
- 2023 – City Hunter The Movie: Angel Dust (劇場版 シティーハンター 天使の涙 – Gekijōban Shitī Hantā: Tenshi no namida) – Ryo Saeba deve affrontare il proprio passato oscuro legato alla temibile sostanza “Angel Dust”, la droga che altera geneticamente i soldati. La battaglia lo porta a scontrarsi con il suo spietato padre adottivo, Kaibara Shin, in una Tokyo sotto scacco.

Live action
Oltre ai film d’animazione, le avventure di City Hunter sono state adattate diverse volte in film con attori reali. Queste pellicole sono state prodotte in vari paesi del mondo (dalla Cina alla Francia, fino al Giappone) e in epoche diverse. Anche se a volte cambiano i nomi dei personaggi o lo stile della storia, tutti questi film mantengono la formula originale che unisce tanta azione a scene molto divertenti.
- 1993 – City Hunter – Il film (城市獵人 – Sing si lip jan) – Il detective privato Ryu (Ryo Saeba) viene assunto da un magnate dell’editoria per ritrovare la figlia ribelle fuggita di casa. L’inseguimento si sposta a bordo di una lussuosa nave da crociera, che viene improvvisamente dirottata da una banda di terroristi armati.
- 2018 – Nicky Larson e il profumo di Cupido (Nicky Larson et le parfum de Cupidon) – Nicky Larson (Ryo Saeba) accetta l’incarico di proteggere il “Profumo di Cupido”, una miracolosa fragranza capace di rendere irresistibile chiunque la indossi. Quando la boccetta viene rubata, Nicky e la sua partner si lanciano in una rocambolesca missione di recupero.
- 2024 – City Hunter (シティーハンター – Shitī Hantā) – In una moderna Shinjuku, l’investigatore d’assalto Ryo Saeba si allea con riluttanza con Kaori Makimura, la sorella del suo defunto partner professionale. Insieme cercano di scoprire la verità dietro la violenta morte dell’uomo e il legame con una misteriosa droga sintetica.

Spin-off e crossover
Spin-off: Nel 2001 Tsukasa Hōjō diede vita al manga Angel Heart (エンジェル・ハート, Enjeru Hāto), un’opera che non rappresenta un vero e proprio seguito di City Hunter, bensì uno spin-off ambientato in un universo alternativo, una sorta di “What if…?”. Lo stesso autore ha più volte precisato che la storia si svolge in una realtà parallela, nella quale ritornano molti dei personaggi più amati della serie, ma con destini differenti. Rispetto all’opera originale, Angel Heart adotta toni decisamente più maturi e drammatici, ponendo maggiore attenzione ai rapporti familiari, alla crescita dei personaggi e introducendo una nuova protagonista destinata a diventare il fulcro della narrazione.
Cross-over: Il mondo di City Hunter è legato anche a quello di Occhi di gatto (altro manga di Hōjō). Le tre ladre Kisugi, protagoniste di Cat’s Eye, compaiono come cameo nel film City Hunter: Private Eyes (2019) e torneranno nel film Angel Dust.
Ordine cronologico
Per godersi al meglio la saga di City Hunter ed evitare spoiler, è fondamentale seguire l’ordine in cui le opere sono state prodotte. La storia di Ryo Saeba e Kaori Makimura si sviluppa infatti in modo lineare nel corso degli anni, alternando le stagioni televisive a film e contenuti speciali:
- 1987 – City Hunter (シティーハンター – Shitī Hantā) – Si parte da qui. È la prima serie TV di 51 episodi che introduce il detective Ryo Saeba, il drammatico passaggio di testimone con l’assistente Kaori Makimura dopo la morte del fratello, e i comprimari Falcon e Saeko.
- 1988 – City Hunter 2 (シティーハンター2 – Shitī Hantā 2) – Seconda serie TV di 63 episodi. Va vista subito dopo la prima per assistere al consolidamento del legame tra Ryo e Kaori e all’introduzione del personaggio di Miki, la fidanzata di Falcon.
- 1989 – City Hunter: Amore, destino e una 357 Magnum (シティーハンター 愛と宿命のマグナム – Shitī Hantā: Ai to shukumei no magnum) – Primo film cinematografico. Si colloca idealmente tra la seconda e la terza stagione. Ryo protegge una pianista straniera finita nel mirino di spie internazionali per un microchip nascosto.
- 1989 – City Hunter 3 (シティーハンター3 – Shitī Hantā 3) – Terza serie TV di 13 episodi. Continua la linea temporale classica della fine degli anni ’80, mostrando un comparto tecnico migliorato e una narrazione leggermente più matura e spionistica.
- 1990 – City Hunter: Guerra al Bay City Hotel (シティーハンター ベイシティウォーズ – Shitī Hantā: Bei shiti wōzu) – Primo OAV. Una storia autoconclusiva da guardare prima della quarta stagione. Ryo e Falcon si infiltrano in un hotel di lusso tecnologico preso d’assalto da un dittatore sudamericano.
- 1990 – City Hunter: Un complotto da un milione di dollari (シティーハンター 百万ドルの陰謀 – Shitī Hantā: Hyakuman doru no inbō) – Secondo OAV. Altra avventura autoconclusiva del periodo d’oro. Ryo accetta di fare da guardia del corpo a una ragazza americana per un milione di dollari, scoprendo che è un’esca della malavita.
- 1991 – City Hunter ’91 (シティーハンター’91 – Shitī Hantā ’91) – Quarta serie TV di 13 episodi. Chiude ufficialmente il ciclo delle serie televisive storiche degli anni ’90, adattando per lo schermo alcuni dei capitoli più famosi del manga originale.
- 1996 – City Hunter: Servizi segreti (シティーハンター ザ・シークレット・サービス – Shitī Hantā: Za shīkuretto sābisu) – Primo Special TV. Riprende la saga dopo qualche anno di pausa. Ryo deve proteggere una giovane agente segreta il cui padre, politico straniero, è minacciato da segreti del passato.
- 1997 – City Hunter: La rosa nera (シティーハンター グッド・バイ・マイ・スイート・ハート – Shitī Hantā: Guddo bai mai suīto hāto) – Secondo Special TV. Ryo e la sua squadra uniscono le forze per fermare un terrorista internazionale chiamato “il Professore”, pronto a fare a pezzi il quartiere di Shinjuku.
- 1999 – City Hunter: Arrestate Ryo Saeba! (シティーハンター 緊急生中継!? 凶悪犯冴羽獠の最期 – Shitī Hantā: Kinkyū namachūkei!? Kyōakuhan Saeba Ryō no saigo) – Terzo Special TV. Chiude il ciclo classico del millennio. Una giornalista incastra Ryo in diretta TV per un crimine mai commesso, scatenando contro di lui polizia e killer.
- 2019 – City Hunter The Movie: Private Eyes (劇場版 シティーハンター 新宿プライベート・アイズ – Gekijōban Shitī Hantā: Shinjuku puraibēto aizu) – Film del grande ritorno nelle sale, ambientato ai giorni nostri. Ryo e Kaori difendono una modella da mercenari, scoprendo un complotto tecnologico ideato da un vecchio rivale di Ryo.
- 2023 – City Hunter The Movie: Angel Dust (劇場版 シティーハンター 天使の涙 – Gekijōban Shitī Hantā: Tenshi no namida) – Film cinematografico più recente. Va visto assolutamente dopo Private Eyes perché porta avanti la trama verticale, costringendo Ryo ad affrontare la droga militare del suo passato e il suo padre adottivo Shin Kaibara.
- 2005 – Angel Heart (エンジェル・ハート – Enjeru Hāto) – Serie TV spin-off di 50 episodi. Va guardata tassativamente per ultima in quanto universo alternativo (“What if”). Mostra una realtà parallela e drammatica dove Ryo, dopo la morte di Kaori, cresce una giovane assassina che ha ricevuto il cuore trapiantato della sua storica partner.
Questo ordine alterna la visione canonica delle serie TV con i vari film e speciali nell’ordine della loro pubblicazione.
Premi
La serie anime ha raccolto popolarità nei sondaggi fan, ad esempio l’Anime Grand Prix giapponese premiò Ryo Saeba come Miglior protagonista maschile per tre anni consecutivi dal 1988 al 1991. Non ci sono grandi premi ufficiali internazionali per l’anime, ma numerosi riconoscimenti “degli appassionati”.
Significativo è il successo del film Netflix del 2024: City Hunter ha vinto il Miglior Film agli Asian Academy Creative Awards 2024, oltre ai premi come Miglior Attore Protagonista (e Miglior Attore Commedia) per Ryōhei Suzuki. Questo rende il progetto live-action giapponese di City Hunter il primo Netflix giapponese a trionfare in quelle categorie.
Videogiochi
La saga di City Hunter ha ispirato alcuni giochi:
- 1989: Famicom Jump: Hero Retsuden (Famicom/NES) – titolo crossover Bandai con eroi di Shōnen Jump; Ryo Saeba è selezionabile come uno dei 16 eroi.
- 1990: City Hunter (PC Engine/Turbografx) – unico videogioco action in stile shooting puro, pubblicato da Sunsoft; il giocatore controlla Ryo armato di pistola attraverso livelli 2D.
- 2019: Jump Force (PS4/PC/Xbox) – picchiaduro Bandai Namco in cui Ryo Saeba è personaggio giocabile insieme a eroi di vari manga.
- 2010: City Hunter: 100万人のスイーパー (smartphone) – gioco mobile giapponese (GREE) di azione/avventura in cui si impersonano i protagonisti e si accettano missioni.
Ogni gioco è ambientato nel mondo di City Hunter, dal platform originale all’universo crossover di Jump Force, offrendo diverse esperienze (sparatutto, picchiaduro, avventura) pur mantenendo elementi come i personaggi e l’ambientazione di Shinjuku.
Censura italiana
Durante i passaggi TV in Italia (anni ’90), alcuni episodi furono censurati o tagliati per limitare scene violente o sesso leggero. Ad esempio, le scene eccessivamente comiche di Ryo impudente venivano sfuocate o rimosse; nel contesto delle stragi citava affari malavitosi venivano alleggerite. Un caso famoso è lo speciale “Arrestate Ryo Saeba!”, inizialmente vietato ai minori di 14 anni a causa della violenza. Nel doppiaggio italiano si faceva spesso riferimento alle sigarette e al gioco d’azzardo (soldi) di Ryo con eufemismi o doppiaggi pudici. Tuttavia, gli elementi cardine della trama restavano intatti: l’anime finiva per essere godibile anche se un po’ addolcito per il pubblico televisivo italiano. Al di là delle TV, nessuna censura ufficiale grava sul materiale cartaceo o sugli anime recenti in Giappone.
Curiosità
- Martello da 100 tonnellate: Kaori utilizza un improbabile martello cartoon che nell’immaginario giapponese vale “100 tonnellate” (洋画のように). Questo espediente comico è diventato iconico: in Italia spesso la chiamano “mazza di ferro da 100 tonnellate” nelle didascalie, causando risate memorabili.
- Sigle e anime anni ’80: Get Wild fu così popolare che in Giappone viene associato a City Hunter come una seconda sigla di apertura; è persino finito nella top 100 delle migliori sigle anime (Oricon, Rolling Stone Japan). Nell’anime, l’ultimo episodio usa spesso Get Wild nella sua forma remix come chiusura finale.
- Caffè Cat’s Eye: Nel manga/anime, Ryo frequenta spesso un bar chiamato “Cat’s Eye”, un chiaro omaggio al manga gemello di Hōjō.
- Gioco preferito di Ryo: Ryo è un impenitente giocatore d’azzardo nel manga (macchinette pachinko, corse di cavalli), abitudine solo accennata nell’anime.
- Il gigante di City Hunter: Hayato Ijuin (伊集院 隼人, Ijūin Hayato), noto soprattutto come Umibōzu (海坊主, Umibōzu, letteralmente “Monaco del Mare”), è un personaggio dei manga e anime City Hunter ed Angel Heart di Tsukasa Hōjō. Gigante buono e gestore del bar Cat’s Eye, usa il nome professionale di Falcon (ファルコン, Farukon). Nell’edizione italiana delle prime due serie animate e nei film curati da Yamato Video, il termine Umibōzu viene omesso in favore di Falcon, mentre nei soli episodi 27 e 28 viene ribattezzato Felidi; il nome originale Umibozu è stato poi ripristinato a partire da City Hunter 3 e City Hunter ’91.
- Anni ’80 pura: Il protagonista Ryo usa una Mini Cooper rossa nei primi anni ’90, in Italia adattata come Fiat 500, e il suo abbigliamento (giacche destrutturate su T-shirt, look con i capelli fluenti) è un’estrema moda anni ’80, quasi da videoclip di Prince.
- Nessuno schema fisso: Diversamente da molte serie, City Hunter non ha un “cattivo principale” da abbattere (oltre al nemico episodico). L’unico vero antagonista ricorrente è Shin Kaibara, ex amico ora nemico.
- Citazioni pop e il mito di Ryo Saeba: Nel manga di City Hunter sono presenti diverse citazioni d’autore; nei primi capitoli appaiono infatti brevi cameo di personaggi iconici come Goku di Dragon Ball, Astro Boy e Kenshiro. Quest’ultimo omaggio nasce dal fatto che l’autore Tsukasa Hōjō è un grande amico di Tetsuo Hara, il celebre disegnatore di Ken il guerriero (Fist of the North Star). Negli anni novanta, la popolarità del protagonista Ryo Saeba era talmente straordinaria da superare i confini dell’opera: il personaggio divenne un vero e proprio testimonial pubblico in Giappone, venendo ritratto su poster promozionali di eventi reali e manifestazioni pubbliche.
- Remake e oggi: Dal 2019 City Hunter è tornato al cinema con Private Eyes, seguito da Angel Dust del 2023. Nel 2024 è uscito un film live giapponese su Netflix. Dunque, dopo 35 anni, il franchise vive ancora, affascinando nuove generazioni.
Conclusione
In conclusione, City Hunter è un classico senza tempo del fumetto e dell’animazione giapponese. La sua formula di mix action-comedy sexy, eroe anticonformista e ambientazione urbana è rimasta unica nel panorama anime. Pur avendo qualche effetto di datato nei disegni e in alcuni riferimenti, la serie continua a divertire per il carisma dei personaggi e l’irresistibile sigla Get Wild. Lo studio Sunrise ha creato un prodotto che ha portato un po’ di “cool” anni ’80 in ogni episodio, influenzando il modo di fare anime polizieschi e intrattenendo ancora oggi i fan di tutto il mondo. L’eredità di Ryo Saeba e Kaori Makimura vive nei manga, nei film, nei giochi e persino nelle citazioni comiche al cinema e in TV, a testimonianza che – come diceva lo stesso autore Hōjō – «City Hunter continua a conquistare fan in tutto il mondo».
Per apprezzarla al meglio si consiglia la visione in lingua originale con i sottotitoli in italiano, attualmente è possibile acquistarla o noleggiarla.
Per gli abbonati a Netflix è possibile vedere tutta la serie tv:
https://www.netflix.com/it/title/80146065
Per gli abbonati ad Anime Generation di Amazon Prime Video:
https://www.primevideo.com/-/it/detail/0POLSB1COHVATKUBCXU70G51U8
Per gli abbonati ad Anime Generation di Amazon Prime Video sono presenti tutti i film:
https://www.primevideo.com/search?ie=UTF8&ref_=atv_nb_sug&phrase=city+hunter
Buona visione
*Anime
Gli anime sono produzioni animate provenienti dal Giappone, disponibili in TV, al cinema o sulle piattaforme di streaming. A differenza dei cartoni animati occidentali, gli anime si distinguono per il loro stile artistico distintivo, trame avvincenti e una grande diversità di generi, che includono azione, commedia, fantasy e dramma.
Si dividono in:
Kodomo (dal giapponese bambino/a) rivolto ad un pubblico di bambini. Esempi: Doraemon, Pokemon e Heidi.
Shōnen (dal giapponese ragazzo) per un pubblico di ragazzi adolescenti. Esempi: Dragon Ball, One Piece e Naruto.
Shōjo (dal giapponese ragazza) indirizzati ad un pubblico di ragazze adolescenti Esempi: Sailor Moon, Mila e Shiro e Kiss me Licia.
Seinen (dal giapponese uomo giovane) destinati ad un pubblico adulto maschile dai 18 anni in su. Esempi: Berserk, Vinlad Saga, Psycho Pass.
Josei (dal giapponese donna) per un pubblico adulto femminile. Esempi: Nana, Paradise Kiss e Vampire Knight.
**Manga
I manga sono fumetti giapponesi. Si distinguono per alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, la lettura avviene sempre da destra verso sinistra, partendo dall’ultima pagina. Molti manga sono stampati in bianco e nero, focalizzandosi sul dettaglio del tratto e sull’espressività dei personaggi. Lo stile di disegno è spesso caratterizzato da occhi grandi e intensi, capelli dalle forme e colori vivaci, e un’enfasi sulle reazioni emotive attraverso espressioni facciali e simbolismi visivi.
Spokon
Il termine spokon (スポ根) nasce in Giappone dall’unione di “sport” (スポーツ, supōtsu) e “konjō” (根性), che significa grinta, forza di volontà. Questo genere racconta storie sportive dove l’elemento centrale non è solo la competizione, ma soprattutto il percorso interiore dei protagonisti, fatto di sacrifici, allenamenti estenuanti e determinazione incrollabile. Lo spokon celebra la volontà di non arrendersi mai, trasformando lo sport in una scuola di vita. È un racconto epico in cui ogni partita è una battaglia, e ogni sconfitta diventa un passo verso la crescita.
Manga one-Shot
Nel mondo del manga, un one-shot è una storia autoconclusiva, generalmente pubblicata in un singolo capitolo, che presenta una trama completa con personaggi, ambientazione e conclusione all’interno di un numero limitato di pagine. La sua caratteristica fondamentale è l’autonomia narrativa: non prevede seguiti o serializzazioni, e si sviluppa interamente in una sola pubblicazione, anche se può variare in lunghezza da una quindicina a oltre cento pagine.
Mecha
Il termine mecha (メカ) — abbreviazione di mechanical — indica un genere dell’animazione e del fumetto giapponese incentrato su robot giganti pilotati o controllati da esseri umani. Nato negli anni ’60 con serie come Tetsujin 28-go (鉄人28号), il genere esplose nel decennio successivo grazie a Mazinga Z (マジンガーZ) di Gō Nagai, che introdusse l’idea del pilota all’interno del robot, trasformando la macchina in un’estensione dell’uomo.
Negli anni ’70 e ’80 i mecha divennero un fenomeno di massa, evolvendosi in due filoni principali:
- Super Robot, dominato da eroi invincibili e battaglie spettacolari come Jeeg Robot d’acciaio, Ufo Robot Goldrake, Daiking, Getter Robot.
- Real Robot, più realistico e militare, inaugurato da Mobile Suit Gundam (機動戦士ガンダム) nel 1979, dove i robot sono armi e i conflitti hanno un peso politico e umano, Macross, Patlabor, Armored Trooper VOTOMS.
Il fascino dei mecha risiede nel loro equilibrio tra potenza tecnologica e dramma umano: sono storie che raccontano la fusione tra l’uomo e la macchina, tra progresso e identità, tra mito e futuro.
Negli anni ’90 e 2000 il genere si è rinnovato con opere più psicologiche come Neon Genesis Evangelion (新世紀エヴァンゲリオン, Shin Seiki Evangerion) di Hideaki Anno, e più di recente con rivisitazioni moderne come Code Geass (コードギアス) o Gurren Lagann (天元突破グレンラガン, Tengen Toppa Guren Ragan).
Manhwa
Il termine manhwa indica i fumetti prodotti in Corea del Sud, e in alcuni contesti si riferisce anche al fumetto coreano in generale. La parola è composta da due ideogrammi cinesi: “man” (漫) che significa “libero, spontaneo, senza limiti” e “hwa” (畵) che significa “disegno, pittura”. Quindi, letteralmente, manhwa può essere tradotto come “disegno spontaneo” o “fumetto libero”.
Il manhwa si distingue dal manga giapponese soprattutto per stile grafico, formato di pubblicazione e modi di lettura:
- Formato e distribuzione: tradizionalmente pubblicato su riviste settimanali o mensili, spesso in bianco e nero, ma con la crescente diffusione dei webtoon, molti manhwa oggi sono realizzati per la lettura digitale, con pagine verticali ottimizzate per smartphone.
- Stile artistico: i tratti tendono a essere più realistici rispetto al manga, con attenzione ai dettagli architettonici e all’abbigliamento.
- Temi e target: i manhwa spaziano dai generi romantici e scolastici agli action, horror e fantasy, spesso con una narrazione più matura e drammatica, riflettendo differenze culturali tra Corea e Giappone.
In sintesi, il manhwa è il corrispettivo coreano del manga giapponese, ma con caratteristiche peculiari che lo rendono immediatamente riconoscibile, soprattutto nella grafica e nella fruizione digitale moderna.
***OAV o OVA
L’OAV (Original Animation Video) è un episodio o una serie di episodi anime che vengono prodotti direttamente per il mercato home video (VHS, DVD, Blu-ray, streaming on demand) senza essere trasmessi prima in televisione o al cinema. Pensa agli OAV come a degli “speciali” o delle “uscite dirette per il video” che spesso approfondiscono storie secondarie, esplorano universi alternativi o continuano trame di serie TV già concluse, offrendo maggiore libertà creativa rispetto alle produzioni destinate al palinsesto televisivo.
Moe
La parola “moe” (萌え) è un termine giapponese usato nel mondo degli anime e manga per descrivere un sentimento di affetto, attrazione o tenerezza verso un personaggio (di solito femminile) che ha caratteristiche adorabili, ingenue o protettive.





































