di Paolo Pantani
Clemente Esposito, una vita nel sottosuolo di Napoli e della Campania, uno scienziato, un uomo di azione, un bene comune di Napoli. Ho conosciuto Clemente nel 1988, me lo ha presentato il compianto Michele Quaranta, fraterno amico, anche lui speleologo, mio consigliere strategico per il sottosuolo, anche Lui era un grande esperto, proprio nel 1988, fondarono la Laes, Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo, insieme al fratello Salvatore, sempre sotto consiglio, supervisione e controllo di Clemente. Lo conobbi proprio sottoterra, a Sant’Anna di Palazzo, faceva anche da accompagnatore, divulgatore e guida a una classe di ragazzi, la preside mi invitò e ci conoscemmo meglio da vicino, al Comune di Napoli già ci eravamo incontrati, con il funzionario geologo Ulisse La Pegna, altro amico, ufficio Sicurezza, ma erano riunioni di lavoro, talvolta guai seri nel sottosuolo, tale e quale come adesso. I lavori urgenti e necessari nel sottosuolo, non si vedono, non sono visibili, non sono vendibili politicamente. Ancora oggi il Geologo del Comune è un Istruttore Direttivo, non un Dirigente, é l’Ordine Professionale meno ascoltato del mondo, in Italia, credo anche per colpa loro, dovrebbero fare squadra compatta e coesa, gli informatici la fanno spontaneamente, da sempre, pur non avendo ordini, associazioni, lobbies visibili, ma ci conosciamo benissimo tutti, ci si vede informalmente, non organizzativanente, perché siamo concorrenti, ma sappiamo fare squadra, orientare le leggi, scambiarci informazioni, qualcuno, ahnoi, ci ha definiti gli scriba che tengono per le palle il mondo intero, è verissimo. Ma veniamo a Clemente, insieme a Renato Caccioppoli, sono i più grandi scienziati di Napoli, non è piaggeria, è la realtà. Clemente è aperto e disponibile, attraverso la via della amicizia, la Sua casa è sempre stata aperta, tutti noi ricercatori, progettisti, realizzatori, siamo andati tutti da Lui, ha aiutato veramente a tutti, ma proprio a tutti. Il linguaggio è schietto, popolare e palpitante, assolutamente non accademico, è il nostro gergo comunale napoletano, comprensibile a tutti, molto colorito e divertente, anche. Ho lavorato anche con Michele Quaranta, per il CNR, nella Conca di Agnano, come associazioni. Insomma è una comunità operativa, molto concreta e operativa e talvolta molto pericolosa, come l’alpinismo. Si finisce spesso in acque fetide, immondizie e quant’altro, sottoterra. È un cimento coraggioso, la assicurazione è obbligatoria. Ma Clemente non è solo di azione, è di relazione e di progetto, ha svelato una città sotto la città e la ha non solo fotografata, ha fatto i rilievi, le mappe, i grafici, sono a disposizione di chiunque, gratuitamente. È appassionato e generoso, gli voglio bene, a volte litighiamo pure, mi considera il più intemperante dei suoi allievi, ed è vero, ma purtroppo, ormai, sono fatto così, vecchio sono e per giunta, eretico e polemico, con tutti, indistintamente, poi, come aggiunta pure rigoroso e intransigente, anche con me stesso. Son un “senza schemi”, mi disse una mia fidanzata di Portici, medico e psicologa, mi aveva analizzato senza che me ne accorgessi, sono policronico, iper-attivo e, ahimé, senza schemi, tutti i miei amici, Multidisciplinari, mi sopportano. Clemente, cameratescamente è anche un Colonnello dei Vigili del Fuoco, invece mi chiama scassacazzo e mi manda spesso affanculo e io replico per le rime, divertito e sorridente, facciamo questi duetti da quaranta anni, ormai, gli amici presenti si sganaciano dalle risate. FELICITER, CLEMENTE, ASPETTIAMO IL TERZO LIBRO, C’È ANCORA TANTO, MA TANTO DA SCOPRIRE, CONOSCERE, SAPERE E FAR SAPERE.






































